Artisti da discarica alla Lepre - Magazine

Cinema Magazine Martedì 13 dicembre 2005

Artisti da discarica alla Lepre

In alto, una foto di Barbara Addesso; in basso: una foto di Patrizia Prisco

Magazine - In genovese si chiama rumenta, in italiano spazzatura. E alla Lepre "spazzatura" fa rima con "cinema". L’idea di una rassegna dedicata a tutto ciò che è da buttare è stata di Giancarlo Drago e di Mauro Zo, che quest’estate hanno diffuso la voce tra i cinefili genovesi. «Molti registi di cortometraggi hanno risposto al nostro bando di concorso, tanto che la Lepre stessa si è trasformata in una vera e propria "discarica di videocassette"», scherza Giancarlo, video artista per passione da diversi anni.
La rassegna ha avuto inizio ieri, lunedì 12 dicembre 2005, e proseguirà fino al 15, quando una giuria sceglierà i lavori più interessanti. I giurati non erano presenti all’inaugurazione di ieri, forse perché già impegnati nella visione dei corti: si tratta dello sceneggiatore Riccardo Aprile, del regista Giotto Barbieri e dell’attore Massimo Olcese.

Dalla video arte ai corti girati da registi emergenti, dalle riprese all’interno del proprio quartiere fino alla cosiddetta tv di strada, «un genere che in Italia si è diffuso a Bologna. Si tratta di documentari che raccontano la vita di quartiere», spiega ancora Giancarlo.
I corti in rassegna sono in tutto 21. Ieri sono stati proiettati i primi 7: «Interessanti "Ragni locali", di Rondinella blindata, e "Le 5 vite di m", del gruppo savonese Telefermento», commenta Giancarlo. "Throw away" è diretto da Franco Revelli, che ha scritto la sceneggiatura insieme al fratello , collaboratore e amico di mentelocale. «Il mio corto racconta l’uomo contemporaneo nel suo rapporto con la spazzatura, di cui non riesce a liberarsi», spiega Franco, che a Genova ha frequentato la scuola di regia, «per la prima volta ho anche recitato. Il mio ruolo è quello di un cittadino apatico e insignificante». Il corto è divertente e ben riuscito, grazie anche alle musiche di Francesco Capodanno.

"Bla bla bla bla" è il cortometraggio firmato Scovazzo – Sbarbaro, due giovani registi genovesi. La colorata scenografia e l’espressività dei due protagonisti colpiscono lo spettatore. Insieme alle proiezioni, una mostra fotografica permette un punto di vista ancora diverso sull’arte da discarica. Ad esporre dal 12 al 17 dicembre, Roberto Piu, Ginko Guarnieri, Barbara Addesso e Patrizia Prisco: «Ho trovato il bello negli oggetti da buttare», dice Patrizia, che ha fotografato a colori oggetti trovati a Chiavari, ad Arenzano, ma anche in Sardegna e a Barcellona. E poi tutto ciò che non serviva più quando Genova, nel 2004, è stata reinventata.
«Nelle mie foto ho cercato l’armonioso in ciò che in genere viene definito "brutto"», spiega Barbara Addesso, «è il colore a dare agli oggetti un valore diverso».

Tra i progetti della Lepre c’è quello di riproporre tutti i corti in rassegna durante la notte del 23 dicembre. Le proiezioni saranno accompagnate dalla mostra fotografica di Simone Lezzi e da un dj set.

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