Magazine Martedì 13 dicembre 2005

Un sano calcio al passato

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Quella che segue è la sintesi di un messaggio dal titolo "Inquietudine" spedito da un trentenne che, per raccontarmi i suoi dolori d’amore, descrive nei dettagli le autentiche tragedie accadute alla sua ex ragazza. Per correttezza e per la tutela della privacy della ragazza, ho riassunto e modificato alcuni particolari della storia. Eccola:

Inquieto - che ha 35 anni - parla di un amore iniziato quando sia lui che lei erano molto giovani e di sicuro impreparati ad affrontare le asperità della vita. I due percorsi, infatti, procedono paralleli per parecchi anni, ma le esperienze sono tanto diverse. Lui è molto impegnato prima nella ricerca di un’occupazione, poi nel lavoro, infine si ritrova disoccupato e deve ricominciare da capo. Lei invece è travolta da una serie di cataclismi gravi in famiglia, tra i quali la perdita traumatica e prematura di un genitore oltre alla gestione di problemi molto seri e di cui non si vede la fine. La famiglia per lei diventa un’ossessione e anche per lui, nel senso che non ne può più.
Non si capisce bene, dal messaggio, che cosa abbia fatto Inquieto per provocare la fine della storia e neanche se sia stato lui a dire la parola fine. Però si accusa di avere mancato di sensibilità, di avere fatto un errore dopo l’altro e, probabilmente, di avere chiesto alla ragazza qualcosa che lei non avrebbe potuto fare: dare un taglio drastico ai legami con la famiglia. Tutto questo accadeva un paio di anni fa e Inquieto non riesce a farsene una ragione, non si arrende, continua a cercarla. Lei gli parla al telefono - e tutto sembra tornare come prima - ma trova scuse per non incontrarlo. Apparentemente ha perso la fiducia negli uomini.

Caro Inquieto,
pensa seriamente a quello che scrivo e non offenderti, per favore. Più che altro mi sembri molto confuso. Leggendo ho capito quello che intendi parlando di errori e scarsa sensibilità: ti rendi conto di avere raccontato una storia in cui appari nei contorni, mentre sbandieri tutti i fatti privati - alcuni molto gravi - della tua ex ragazza, che mi sembra ne abbia già abbastanza. Magari non siete genovesi, magari neppure liguri, ma chiunque si riconoscesse o venisse riconosciuto da altri non sarebbe contento di trovarsi a viaggiare in Rete sotto gli occhi di tutti. Temo che questo messaggio non sia una grande prova di maturità per un trentenne, ma hai almeno una giustificazione: sei disperato e quindi, ripeto, parecchio confuso.
Adesso arriva la seconda verità sgradevole: in queste condizioni non sei sicuramente in grado di aiutare nessuno, accumuleresti altri errori. Sono passati anni dalla fine del rapporto e tu non ti sei spostato di un millimetro, credo che l’ossessione abbia come contagiato anche te. E quindi concludo che dovresti farti aiutare da un buon professionista per ritrovare te stesso, diventare un poco più solido, tirare fuori il meglio delle tue potenzialità, i lati migliori della tua personalità, per rappresentare finalmente l’uomo che - secondo te - potrebbe salvare la tua ex ragazza. Poi forse vorrai riprovarci, o forse scoprirai che a volte è meglio lasciarsi dietro il passato, cercare una relazione più equilibrata, in cui ognuno si sforza di dare e ricevere allo stesso modo e magari essere davvero d’aiuto come amico alla tua ex ragazza, che di certo ha bisogno di un sostegno affidabile.

Auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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