La nuova galleria Archetipi - Magazine

Mostre Magazine Archetipi Giovedì 30 marzo 2006

La nuova galleria Archetipi

Nella foto in alto: le antiche terrecotte Bura; in basso: 'Madonna con Bambino' (pittore italiano xv secolo, scuola veneta. Olio su tavola 50 x 38)
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«Nonostante un mondo che, grazie ad Internet, diventa ogni giorno più piccolo, rischiamo di perderci: è necessario trovare una rotta», spiega Giuliano Arnaldi, che nell’arte ha trovato una soluzione al problema: «Oggi sbiadiscono le appartenenze nazionali e prevalgono i popoli con i loro linguaggi».
Il progetto racconta un’arte universale che si esprime attraverso i diversi popoli, in particolare quelli africani: «L'Africa è considerata "la lavatrice delle coscienze occidentali". Pochi riconoscono a quelle culture la dignità di popoli».
Nato a Savona grazie a un’idea della Cooperativa degli Accesi - che prende il nome dall’Accademia fondata nel 1500 da Chiabrera proprio nel savonese - il progetto culturale ha oggi due anni di vita e ha coinvolto molte località: numerose mostre sono state infatti dedicate all’arte corsa, a quella sarda e a quella occitana.

Ma anche Genova è stata protagonista della "carovana" di Tribaleglobale: grazie al 2004 - anno in cui è stata eletta Capitale Europea della Cultura, Arnaldi ha avuto modo di conoscere ancor meglio la città e di intervistare personaggi che sono passati di qui: da Massimo Cacciari a Vittorio Sgarbi, fino ad Alessandro Passarè e Aldo Tagliaferri.
Ma è soprattutto l’arte africana a farla da padrone nei progetti di Giuliano Arnaldi, che quest'anno è tornato a Genova per aprire, in via Caffaro 29r, una nuova galleria d’arte dal nome significativo: Archetipi: «3500 anni fa i linguaggi dei popoli erano unificanti», spiega ancora Arnaldi, «i linguaggi dell’arte africana non sono mutati nel corso dei secoli. Così la nostra cultura, che invece è sbiadita, si è dedicata all’Africa raffigurandola».

La prima mostra della galleria Archetipi è dunque dedicata all’Africa e a tutti gli oggetti che maggiormente la rappresentano: le terrecotte Burà, le maschere, le sculture, i tessuti africani antichi e un antiquariato introvabile altrove.
Ma anche i dipinti italiani del XV secolo e alcune opere dei maggiori rappresentanti dell’arte moderna, quali Picasso e Max Ernst. Molti anche gli artisti genovesi, da Scannavino a Urano Palma.
«Racconteremo un’Africa inusuale e mai banale», aggiunge Arnaldi: «Cortecce battute e dipinte dei pigmei dell'Ituti (gli Mbuti), raffinati tessuti in rafia degli Shooowa, conosciuti sin dal '600 come i velluti del Kasai. I visitatori potranno inoltre consultare una ricca biblioteca di arte africana, per incontrarsi e riflettere». C’è anche una piacevole sorpresa: se pensate ad un regalo di Natale intelligente, troverete interessanti anche i prezzi.

La galleria aprirà i battenti sabato 10 dicembre a partire dalle 17.30. E chi parteciperà all’inaugurazione avrà modo di assaggiare il Cubaita, piatto tipico africano. La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio.


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