Magazine Lunedì 5 dicembre 2005

L'allenatore di scrittori

Magazine - Il nostro viaggio nel mondo editoriale, dopo due piccole case editrici, giunge a una figura professionale poco nota: l’agente letterario. Dopo l’articolo su e abbiamo ricevuto una mail da un’agenzia di Roma – – la quale ci faceva notare che si parla tanto di editori ma poco di questo mestiere tanto oscuro quanto utile. Incuriositi, cogliamo la palla al balzo e ci facciamo spiegare tutto.

Claudia Leuci - responsabile delle relazioni esterne del Segnalibro - mi spiega pazientemente: «L’agente è un operatore editoriale che si inserisce tra autore ed editore».
È risaputo che spedire uno scritto a una casa editrice equivale a cacciarlo nella spazzatura. Questo per due motivi: se gli editori dovesse leggere tutti i manoscritti che ricevono, non gli basterebbe una vita; d’altra parte, c’è tantissima gente che scrive, e scrive veramente di tutto.
Gli agenti letterari fungono perciò da consiglieri, esperti di scrittura e del mercato editoriale. Il Segnalibro i particolare, ha scelto di operare nel settore degli autori esordienti.

Che cosa fa di preciso un agente letterario? «Aiuta l’autore a selezionare il testo, suggerendo eventuali correzioni, cambi di taglio, revisioni, e poi cerca un editore in modo mirato. Anche se, bisogna essere chiari: l’agente non può imporre una scelta all’editore», dice Claudia. Una specie di allenatore. Quali sono i difetti più frequenti degli autori alle prime armi? «In primo luogo una certa tendenza a scrivere di se stessi come se la propria storia fosse di interesse universale. E poi spesso mancano di professionalità: per esempio, non si può ambientare un romanzo in un luogo di cui non si sa nulla, oppure mandare il testo senza neppure rileggerlo».

La domanda da un milione di dollari è: la scrittura e è un dono o una pratica che si impara? «Diciamo che il talento va coltivato: spesso è dato dalla capacità di creare storie interessanti e dotarle di significato partendo dal quotidiano».
Quanti testi vi arrivano? «Dieci, venti al mese, ma sotto le feste aumentano». Il cliente tipo è over quaranta, di ottima cultura, persone che scrivono per piacere. Quanto costa? «260 Eu per lettura e consulenza - dice Claudia - il 10% sui diritti nell'eventualità di una pubblicazione». Quando sente che abbozzo, continua: «Bisogna diffidare di chi non fa pagare, anche quella è mancanza di professionalità.

Bruno Fontana, fondatore dell’agenzia e scrittore, ci parla dell’altra attività di cui si occupa Il Segnalibro: «Offriamo corsi di formazione per redattori che lavorano nelle case editrici. Il fatto di poter prendere persone che sanno già lavorare, per loro è un grande vantaggio». A lui chiediamo quali sono i generi che tirano di più anche tra gli esordienti: «Senza dubbio il noir, che insieme ai gialli e al fantasy, sta uscendo dal ghetto della narrativa di settore. Per anni io ho dovuto scrivere sotto lo pseudonimo di Brown Fontaine (Bruno Fontana) perché altrimenti non ero credibile!».

Questa professione, che si avvicina molto a quella di un talent scout, ha poco a che fare con quella di agente di scrittori affermati. Questi ultimi sono veri e propri manager: consulenti a tempo pieno per questioni contrattuali, legali e tutto il resto. Di questi parleremo in un'altra occasione.

di Daniele Miggino

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