Magazine Venerdì 2 dicembre 2005

Mangiare, bere, leggere

Nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione

Magazine - «50.000 abitanti e una sola, piccola libreria storica. Esisteva una vera e propria lacuna culturale da colmare». Gli abitanti sono quelli di Sestri Ponente e le parole sono quelle di Stefano Bernini, presidente di circoscrizione, in occasione della presentazione del nuovo caffè eno-libreria che sarà inaugurato sabato 3 dicembre dalle 15 presso il negozio Giglio Bagnara, in via Sestri 46/r.

Dietro l’iniziativa, oltre allo stesso Bagnara, nomi importanti della scena culturale genovese: Andrea Campisi e Andrea Bisso, artefici di quel grande exploit eno-letterario che si è rivelato essere la , e Marco Frilli, titolare dell’omonima casa editrice, che con quello sestrino apre il terzo punto vendita.
«Aprire una libreria qui a Sestri è la realizzazione di un piccolo sogno», ha detto quest’ultimo, «ma l’obiettivo sarà davvero centrato solo se questo luogo si trasformerà in un vero e proprio centro di aggregazione culturale».

Le premesse sono comunque assai allettanti. Il negozio occupa infatti 220 metri quadri e due piani dei locali settecenteschi di Palazzo Lomellini, splendidi e carichi di storia, che nel corso dei secoli hanno ospitato tra gli altri Ugo Foscolo (che qui impostò l’ode a Luigia Pallavicini caduta da cavallo) e l’allora esiliato da Napoleone, Papa Pio VII.
A rendere il luogo ulteriormente invitante sono previsti frequenti incontri con gli autori, il primo dei quali avverrà proprio in occasione delle succitata inaugurazione, il 3 dicembre alle 17.30, e vedrà coinvolti i due casi letterari genovesi del momento, e , intervistati dalla nostra capa .

Alla presentazione dell’iniziativa ha partecipato anche il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto, che della nuova libreria ha sottolineato soprattutto il ruolo sociale, ricordando quanto simili centri di ritrovo e scambio intellettuale abbiano contribuito alla sua formazione emotiva ancor prima che professionale, e di decentramento culturale: «Genova è una città formata da tante città», ha detto, «ed è importante valorizzare i singoli centri attraverso un processo che, pur consapevole e aperto ai meccanismi della globalizzazione, tenga conto delle tradizioni e delle esigenze locali».

La presentazione si è conclusa con un momento solenne: la benedizione di monsignor Molinari, che ha così garantito i migliori auspici possibili a questa nuova avventura gastronomico-letteraria cittadina.

di Giorgio Viaro

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