Concerti Magazine Castello Mackenzie Martedì 29 novembre 2005

Cantare a Castello Mackenzie

Nelle foto il chiostro da cui si accede alla cappella, e un'immagine del Ring Around Quartet

Magazine - Da piazza Manin una scalinata sale curvilinea verso i bastioni merlettati di una fortezza d’aspetto rinascimentale. Si tratta di , gemma architettonica genovese tra le meno conosciute, costruita tra il 1893 e il 1905 dall’architetto fiorentino Gino Coppedè e dichiarata nel 1956 monumento nazionale. Dopo un pluridecennale periodo di degrado, quasi vent’anni di ristrutturazioni l’hanno riportata al perduto splendore e nel 2004 è stato riaperta al pubblico. Oggi esistono tre modi di visitarne i locali silenti e preziosi, ingombri d’opere d’arte: partecipare ad una visita guidata, frequentare la casa d’aste che ne occupa quasi tre piani o concedersi il privilegio di imparare la disciplina antica del canto polifonico.

Da alcuni mesi è infatti attiva una nuova scuola rivolta a coloro che desiderano dedicarsi al repertorio polifonico-corale da amatori o da professionisti.
«L’idea è nata dalla constatazione che in Italia tutti i percorsi didattici, istituzionali e privati, hanno per sbocchi canto lirico o canto leggero, mentre la vocalità finalizzata alla musica antica è completamente trascurata».
A parlare è Vera Marenco, presidentessa dell’Associazione Musicale Musicaround, fondata nel 2003 dai componenti del , formazione genovese attiva ormai da anni e che svolge tutt’ora un’intensa attività concertistica (la prossima occasione per ascoltarli sarà il 17 dicembre alla cattedrale di San Lorenzo) .
«La situazione è completamente diversa in molti paesi dell’Europa del Nord e dell’Est. I bambini imparano a leggere i pentagrammi intorno ai cinque anni e contemporaneamente vengono educati al canto. In questo modo per i cori si crea un vivaio inesauribile. Allargare la didattica anche alla prima infanzia è uno degli obiettivi dell’associazione per l’immediato futuro. Non si può dimenticare che la culla di questa tradizione vocale è stata, nel Cinquecento, proprio l’Italia».

Il percorso artistico che ha condotto Vera sino a questa esperienza è tutt’altro che lineare. Studi classici, quindi l’iscrizione alla Facoltà di Filosofia. Qui la svolta: durante l’università l’amore per il canto la spinge a entrare in un piccolo coro giovanile, il Tetracordo. È il 1989. Ed è in questo contesto che incontra i futuri compagni d’arte. Nel 1992 dalla loro passione comune nasce il Ring Around Quartet. «Tutto andò liscio perché ottenemmo da subito un buon successo di pubblico. Facevamo un po’ di tutto. Abbiamo cominciato con il gospel e lo swing, e soltanto dopo siamo approdati alla musica antica. Ma ci siamo dedicati anche a quella contemporanea».
L’attività concertistica diventa via via più corposa, ed è a questo punto che Vera sceglie il conservatorio. «Sentivo il desiderio di dotarmi di un titolo istituzionale, volevo che la mia formazione fosse più completa possibile. Un po’ alla volta, però, mi sono resa conto che l’utilità di questa tappa didattica è stata piuttosto scarsa rispetto al mio percorso tecnico-artistico. L’impostazione cui si viene orientati in quel contesto è quella del canto lirico. Ho dovuto piegare la mia indole vocale ad essa ed è stato inevitabilmente un periodo difficile, di dubbi e fragilità. Per alcuni mesi ho anche dovuto abbandonare l’attività del quartetto».

Il diploma arriva nel 2001. La consapevolezza della reale mancanza nel panorama didattico italiano di una scuola orientata al canto polifonico è a questo punto rafforzata.
L’attività concertistica del gruppo riprende a pieno ritmo, la fama cresce e vengono anche pubblicati tre CD (Musiche per van Dyck, Rivoalto 1997; Volgete gli occhi a tante meraviglie, Philarmonia 2004; Gioco di voci, Philarmonia 2004). Nel settembre 2005 apre la scuola. Vera ne cura la parte didattica, mentre Chiara Longobardi la parte organizzativa.
I corsi sono estremamente flessibili: le lezioni sono differenziate a seconda delle capacità di ognuno, possono essere seguite individualmente o a coppie, e sono integrate dalla pratica all’interno di piccoli gruppi vocali o cori. Ma sono possibili anche lavori di perfezionamento per gruppi vocali già costituiti.
Okkio, perché le lezioni sono tenute in incredibili angoli del castello: su tutti la piccola e splendida cappella gotica, ove si potrà allenare la voce seduti su antichi scranni lignei ricchi di intarsi, circondati da vetrate al piombo, un organo a canne della Agati e Tronci e due copie del Beato Angelico (Annunciazione e Resurrezione).

Da marzo ad aprile, per tutti coloro che si iscriveranno all’Associazione, sono previsti anche alcuni seminari di approfondimento, tenuti dagli altri componenti del quartetto e comprendenti anche momenti di ascolto guidato.
Per avere il dettaglio di tutti i prezzi, decisamente abbordabili, .
Per info e prenotazioni invece, i numeri sono 010 8395128 oppure 338 1965248.

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