Tosse: il salotto giovane del teatro - Magazine

Teatro Magazine Lunedì 28 novembre 2005

Tosse: il salotto giovane del teatro

Nelle foto alcuni momenti di "Tramelogedia", in alto gli interpreti di Caino e Abele, Woody Neri e Marco Grossi

Magazine - C’è chi dei giovani sa molto parlare e chi invece sa farli partecipare. Al Teatro della Tosse la seconda delle due pratiche è di moda ormai da quasi trent’anni, da sempre verrebbe da dire. Comunque negli ultimi anni, giocare con i giovani al teatro è uno degli sport preferiti dei Tossiani. Due anni fa accanto al progetto Facoltà e Teatro, nacque un lavoro con 500 giovani universitari sul tema delle radici dell’Europa, sui mercanti e i poeti e sulla circolazione di idee e soldi nel Medioevo, rappresentato in una grande festa in via Balbi. Un altro esempio lampante di questo lavoro ormai consolidato è , iniziativa giunta quest’anno alla decima edizione che coinvolge le scuole superiori di tutta la provincia (con il sostegno dell’ente Provincia di Genova) in un programma lungo cinque mesi per imparare il teatro da vicino.

Da tutto questo lungimirante darsi un gran da fare per coinvolgere i giovani, è nata una proposta ancora diversa quest’anno per ragazzi/e entro i 25 anni: un invito a teatro più che allettante (abbonamento a 10 prime per soli 20 euro) e la partecipazione ad un laboratorio annuale (partito a ottobre), con un incontro alla settimana (compagnia del teatro della Tosse) e seminari con le compagnie ospiti, per capire e vedere da vicino come funziona la complessa macchina teatrale e quanto lavoro e disciplina implichi.

Rispondendo ad una precisa necessità espressa dai ragazzi, dei quasi 300 che quest’anno si sono abbonati, adesso Tonino Conte ne ha a disposizione una quarantina e ne ha fatto degli spettAttori per il suo Tramelogedia da Vittorio Alfieri. «Sono arrivato alla convinzione che bisogna parlare ai giovani in modo diretto e che portarli a teatro con la scuola sia spesso poco simpatico perché obbligo all'ammasso. Sembra un giochino il mio, ma dopo giorni di prove, dico che funziona». Gli spettAttori sono chiamati a fare da pubblico, ma anche ad intervenire, rompendo gli indugi e le convenzioni della quarta parete, salgono in scena e interagiscono con gli attori. Uno studio di questo nuovo lavoro (in debutto ad aprile in una versione più compiuta) va in prova aperta dall’1 al 3 dicembre per confrontarsi con il pubblico e «capire come e se funziona, perché è pensato per essere modificabile», ricorda Conte.

Tonino questa volta si è ispirato ad un lavoro poco frequentato di Alfieri, fra tragedia e commedia ironica, il cui vero titolo è Abele (sulla storia del delitto di Caino), chiedendo un contributo musicale a Oscar Prudente. «Quando Tonino propone, io accorro», esordisce il compositore, spiegando di essere stato abbastanza aderente ad un testo piuttosto complicato. «Mi attengo allo spirito dell'epoca anche se so che Alfieri non era incline all'opera buffa. Mi sono rifatto a Pergolesi, Cimarosa e soprattutto al mio preferito: Mozart. Ho utilizzato tutti gli strumneti di un'orchestra completa (dall'oboe al violino), ma per finta. Un lavoro con campionature arrangiate attaverso il computer. I tre attori nella parte dei demoni, avendo tre voci classiche del melodramma, mi hanno permesso di lavorare su un soprano leggero, un baritono/basso e un tenore, caratteristiche vocali su cui ho ulteriormente adattato le musiche».

Così, mentre da una parte nasce un nuovo spettacolo, per molti ragazzi «gli spazi della Tosse sono diventati un prolungamento del nostro salotto», afferma con genuina vivacità Marilisa Bombonato. Marilisa, dagli occhi che sorridono, è quella che fa sempre domande e che dopo l’esperienza di due anni fa non si è lasciata scappare la nuova occasione: «Dopo Balbi, è nata una comunità alla Tosse e Genova non sembra più la stessa. Quella sera il fermento la faceva davvero somigliare ad una capitale europea». Studentessa 23enne, alla Facoltà di Architettura, Marilisa si laurea in Disegno industriale tra 20 giorni: «Vorrei fare la costumista. È una cosa che ho deciso quando avevo 8 anni e che ora vorrei davvero poter fare a Genova». Marilisa non ha maestri, ma uno stile e un progetto tutto suo: Lola project, a breve sito web. «Lola è un fumetto, una specie di bambina che rappresenta tutto quello che sono – spiega Marilisa- vorrei che diventasse un contenitore per tutte le cose che mi piacciono e un punto di riferimento per quelli che hanno della creatività e voglia di fare cose concrete, non chiacchiere».

E adesso nel salotto Gggiovane della Tosse arriva anche la connesione ad internet: con due postazioni online fisse nel Foyer, per navigare gratuitamente e un'ulteriore possibilità di connessione wireless - avendo il portatile con sè. Il tutto grazie a Datasiel e Fastweb, per la parte tecnologica e al caro Emanuele Luzzati per la scenografia che donerà allo spazio una dimensione accogliente. E, forse, nel breve futuro ci sarà anche una libreria dedicata al teatro dove trovare materiali diversi dai libri come i programmi di sala, le locandine, ecc.

Poi dal 7 al 17 dicembre Ho la Tosse da 30 anni spettacolo con ospiti a sorpresa provenienti dal lungo passato scenico della realtà genovese che i suoi collaboratori li ha invitati prorpio tutti. Più aperti di così.

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