Gli Stati Uniti non capiscono - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 28 novembre 2005

Gli Stati Uniti non capiscono

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Gli Stati Uniti non capiscono, Bush non capisce, tutto l’occidente sembra non capire. Lo dico da mediorientale, o se preferite da musulmano, moderato (in realtà mi definisco agnostico, ma questa è un’altra storia) che non prova odio nei confronti di un mondo che sempre di più escogita sistemi per farsi detestare. Per molti anni ho servito "Paesi infedeli" senza provare nessun imbarazzo, anzi rivendicando il sacrosanto diritto di non emarginarmi nell’oltranzismo più ottuso ed oscurantista che animava molta della mia gente.
Ho lavorato in modo pulito e talvolta anche sporco; l’ho fatto e, dovessi tornare indietro, lo farei un’altra volta anche se il presente ho deciso di viverlo in modo diverso, mentre il futuro è uno spazio temporale che appartiene ai miei sogni, che possono permettersi di rimanere tali senza che io mi arroghi il diritto di ipotecarli. Ho imparato e guadagnato molto, e spesso mi sono identificato in valori che non facevano parte della mia cultura, ma avevano il pregio di non demonizzare quelli altrui.

Purtroppo nell’ultimo quinquennio la situazione è molto peggiorata e temo che siano in pochi a rendersi conto che il mondo cammina sull’orlo di un precipizio. Capisco che non sia facile prendere atto della tragicità del momento, ma questo può considerarsi un alibi per chi non ha la possibilità di conoscere a fondo le radici del problema, non di certo per chi conduce una politica economica, etica e culturale da far rabbrividire. Non vorrei sostenere in modo superficiale che in un mondo disuguale la pace tra i popoli e la serenità dei singoli diventa un miraggio, ma non si può nemmeno far finta di non capire che il continuo ricorrere all’uso della parzialità spingerà l’umanità intera dentro un baratro.

Sarebbe stato istruttivo partecipare al vertice delle Americhe tenutosi recentemente a Mar del Plata in Argentina, sarebbe stato istruttivo prendere atto della spaccatura tra il pensiero di Bush e del suo capitalismo, e quello di tutti i leader latinoamericani.
Parlo di governi legittimi di Paesi che storicamente si sono sempre allineati alle politiche della Casa Bianca, non delle rumorose manifestazioni organizzate da estremisti di sinistra come alcuni avrebbero la pretesa di far apparire. Negli stessi giorni del vertice, il mondo veniva a conoscenza dell’impiego di armi di distruzione di massa nel conflitto iracheno, ma a differenza di quanto si era fatto credere prima dell’invasione dell’Iraq, ad utilizzarle non è stato il famigerato Saddam Hussein, bensì gli esportatori di democrazia.

Come da logica, gli stessi, hanno prontamente fatto sapere che il fosforo bianco è stato messo al bando dall’ONU, ma non dagli Stati Uniti e per tanto è da considerarsi arma convenzionale. Bisogna aggiungere che di parere contrario sono coloro che hanno avuto modo di "apprezzare" il filmato in cui si possono osservare con dovizia di particolari gli effetti dei micidiali ordigni, precisando che noi musulmani non viviamo nelle grotte, guardiamo la televisione ed accediamo in Internet.
Credo sia giunto il momento, ammesso che non sia già tardi, che quella parte di mondo restia a capire faccia uno sforzo per riuscirci, l’alternativa è a tinte sempre più fosche.

Andrea Comparini aka Josef

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