Mito del rock o invenzione? - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 23 novembre 2005

Mito del rock o invenzione?

Magazine - All'inizio del 2002 viene divulgata la notizia dell’evasione dal carcere di Huntsville, Texas, di tale Leon Country. Una notizia che riempie niente di più di qualche manciata di secondi su un notiziario radiofonico locale. Eppure dietro a quel nome, il nome di uno dei tanti fuggiaschi da una delle tante prigioni perse nel territorio americano, non c’è la vita di un anonimo delinquente ma quella di una figura mitica, quasi mitologica del mondo della musica rock.

Ma chi è Leon Country?
Se fossero ancora in vita, Jimi Hendrix, Jerry Garcia e John Entwistle, tra gli amici più cari di Leon, direbbero che è il più geniale compositore e autore della storia della musica. Chi lo conosce bene, come Pete Townshend degli Who, Bob Dylan e Mick Jagger, si trincera invece dietro un ostinato silenzio, rispettando un misterioso accordo fatto di occasionali rivelazioni, poi subito smentite. Conosciuto e apprezzato dalla ristretta cerchia delle vere rockstar, volutamente rimasto fuori dallo show business, Leon non è mai stato citato nelle enciclopedie del rock, non viene nominato nei dischi in cui ha suonato e le incisioni della sua musica sono forse inesistenti, ma più probabilmente introvabili.
«Un personaggio dalla vita imprevedibile, la cui storia si intreccia con quella dei più grandi nomi della musica rock e con alcuni degli eventi chiave del ventesimo secolo», si legge in un sito a lui dedicato. Eppure Leon Country sembrerebbe non esistere. Non risulta mai rinchiuso nella prigione di Huntsville, non risulta dunque mai evaso, di lui in effetti non si ha più nessuna notizia certa dagli anni '70. Perché?

Cominciano a domandarselo Marco Drago e Gaetano Cappa, che nel 2002 conducono un originale programma di Radio3 Rai, "Remix", in cui nasce letteralmente il mito del più schivo e misterioso chitarrista rock della storia, nato a Empire, in Lousiana, il 10 gennaio 1932. Nel corso del programma, personaggi come Umberto Eco, l’ex segretario delle Nazioni Unite, Kurt Waldheim e, tra gli altri, il disegnatore Art Spiegelmann, Corrado Augias, Jonathan Coe, Sandro Veronesi e ancora Valter Veltroni, testimoniano l’esistenza di questo bizzarro personaggio. Qualcuno l’ha incontrato, qualcun altro, come Veltroni -profondo conoscitore della storia di JFK - afferma addirittura che Country fosse a Dallas alla vigilia dell’attentato a Kennedy e che avrebbe perfino condiviso un bar della città con alcuni dei più inquietanti personaggi dell’Affaire Oswald.

La summa di tre anni di indagini giornalistiche è diventata un disco accompagnato da un interessantissimo booklet: Istituto Barlumen, PLAYS LEON COUNTRY - Ponderosa Musica Art.

Drago & Cappa hanno presentato il loro progetto giovedì 17 novembre alla Feltrinelli in Piazza Piemonte, Milano, con uno show che probabilmente, mi dice Gaetano Cappa, «diventerà uno spettacolo teatrale vero e proprio, presto in tour». L’idea è stata quella di incidere un CD recuperando le misteriose incisioni di Country e di raccontarne la storia avventurosa in uno spettacolo misto di musica e canzoni. Marco Drago arricchisce la narrazione, alternando alle testimonianze registrate di nomi illustri dell’arte e della cultura mondiale, la suggestiva narrazione della vita di Country e delle indagini condotte. Bella storia, vero? Già, soprattutto perché è stata completamente inventata!

Quella dell’Istituto , factory milanese della mente creativa di Gaetano Cappa, che ha realizzato il CD allegato ai volumi de Le Grandi Fiabe del Corriere della Sera, premiate come nell’ultima edizione del Premio Andersen, è un’interessante operazione di sfruttamento dei media. Vi ricordate il Cacao Meravigliao di Arbore? Beh, Marco e Gaetano in questi anni hanno creato una vera caccia a Leon, che ha alzato un vero polverone anche sui quotidiani nazionali. Testate come La Stampa, TvSette, La Repubblica hanno dedicato a Country intere pagine, mentre gli ascoltatori del programma si sono sbizzarriti a fornire indicazioni degne di Chi l’ha visto?. Personaggi invece del calibro di Thurstone Moore dei Sonic Youth, Michael Stipe dei R.E.M., Beck, Ethan Hawke e la sottoscritta (!) indossano la leggendaria maglietta nera con la scritta Leon a caratteri cubitali. Sicuri allora che Leon Country sia solo un’invenzione o forse la notizia della sua non esistenza è l’ennesimo tentativo di depistaggio?
«I’m not dead at all, I’m the Country Hero, I’m not dead at all».

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Cristiana Stradella

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