Lezioni di Pace a Bergamo - Magazine

Mostre Magazine Martedì 22 novembre 2005

Lezioni di Pace a Bergamo

© www.gamec.it

Magazine - Bergamo è una città a due dimensioni: la città Bassa, brulicante di vita e produttività e la Città Alta, un piccolo presepe storico, dalle strade strette, poche macchine e un’atmosfera magica. Le due Città, fino a febbraio, sono unite in maniera forte da una mostra, intensa ed emozionante, che fa riflettere sul tema della pace e della libertà.

Alla GaMec, (Galleria di Arte Moderna e Contemporanea), di questa cittadina ricca e ordinata, per tre mesi il manifesto di pace creato da John Lennon e Yoko Ono si fa realtà, concretizzandosi nella mostra War is over. 1945-2005. La libertà dell’arte da Picasso a Wahrol a Cattelan. Cento opere dei più grandi artisti moderni e contemporanei di tutto il mondo si articolano in maniera emozionale, svincolata dai canoni del tempo, in undici sezioni che affrontano il tema della guerra, della libertà e della pace.

L’ingresso è una dichiarazione di intenti: la prima sezione, richiamandosi al motto marxista, si chiama Popoli di tutto il mondo unitevi e presenta bandiere di tutto il mondo realizzate con gli abiti colorati del nostro quotidiano: maglie, calzini e gonne si cuciono, si tengono insieme con spilli e rammendi, componendo bandiere. Di tutto il mondo, di ogni nazione.
La seconda sezione è il cuore di questa esposizione: dal titolo Degenerare-Generare, la sala accoglie il visitatore con una grande scritta sul muro: Entartete Kunst. Questo il titolo della mostra che volle nel 1937 Goebbels, allora Ministro dell’Educazione del governo nazista, per mostrare l’arte degenerata, quella cioè che il nazismo metteva al bando, bollandola come sovversiva. Espressionismo, dadaismo – qui rappresentate dalle opere di Max Beckmann, Otto Dix, Wassily Kandinsky e Paul Klee – vengono considerate espressione di libertà e quindi da rigettare, da mettere al rogo. Le sale si snodano tra filmati, fotografie recuperate da soffitte distrutte trasformate in opere d’arte, riflessioni su ciò che la società crea e distrugge nel suo corso storico, inarrestabile e violento.

La disumanità della violenza è presentata nella sezione Ostaggi – ostaggi di guerra, ma anche di una società chiusa e irrispettosa dell’uomo - che precede la sezione Attenti!, netta presa di posizione contro il militarismo. Fulcro concettuale di questa sezione è l’abito del militare che è divisa, cioè segno distintivo che pone barriere tra gli uomini, ma anche uniforme, cioè segno omologante che distrugge ogni forma di individualità. Rappresenta perfettamente la staticità del mondo militare l’opera di Vanessa Beecroft «Performance VB39».

Viene poi presentata, nella sezione Nel nome del Padre, la religione, segno di un desiderio dell’uomo di superare i propri limiti, ma che troppo spesso è diventato strumento di guerra. Lo rappresenta bene Kendell Geers, che ci presenta un crocifisso in legno impacchettato con il nastro per incidenti stradali.

Superare i soprusi della guerra, della violenza è duro e da conquistare: bisogna inerpicarsi a Bergamo Alta, all’interno del Palazzo della Ragione per concludere la mostra nella parte Orizzonte del Futuro. Nella sala consiliare – luogo di dibattiti politici e incontro - il tavolo diventa metafora di dialogo: i visitatori qui possono accendere candele riproducenti le principali città, costruire bandiere con legni colorati, guardare mappe e piantine. Per riflettere. Ed emozionarsi.

WAR IS OVER 1945-2005 LA LIBERTÀ DELL'ARTE
GAMeC (Galleria d'Arte Moderna e contemporanea)
via San Tommaso 53, Bergamo
Tel. 035 399528 -
Ingresso 4/6 euro. Fino al 26 febbraio 2006
Sezione distaccata:
WAR IS OVER – ORIZZONTE DEL FUTURO
Palazzo della Ragione
Piazza Vecchia, Città Alta - Bergamo

Micaela Montecucco

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