Magazine Giovedì 17 novembre 2005

La strada verso il 'Collasso'

Jared Diamond - bio-geografo e psicologo evoluzionista dell'Università della California a Los Angeles - è l'autore di un libro sulle ragioni dell'emergere dell'Occidente moderno e del suo predominio economico e politico. Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni (Einaudi, 1998), ha venduto un milione di copie e gli è valso un Premio Pulitzer.
Ora prosegue la sua battaglia ambientalista con Collasso – come le società scelgono di morire o vivere (Einaudi). Il libro è stato presentato dall’associazione culturale Maestrale nel Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, mercoledì 16 novembre.

Perché le società oggi prendono decisioni catastrofiche? Ci accorgiamo dove stiamo andando? Le risposte di Diamond si fondano sull'osservazione di quanto è successo nelle varie società e imperi passati: l'Isola di Pasqua, gli antichi Maya e i vichinghi della Groenlandia, che soccombettero tempo fa a un disastro ecologico autoinflitto. Poi sono studiati gli Stati emergenti del Terzo Mondo come il Ruanda, Haiti, la Repubblica Dominicana: disorganizzati, arretrati, male amministrati e sovrappopolati, che provano anche loro a crearsi il proprio disastro. Infine, le civiltà moderne o in via di modernizzazione, come la Cina, l'Australia e gli Stati Uniti, all'apparenza floride e dinamiche, che mostrano invece i primi segni premonitori di spreco, declino e rovina.

Tutto viene analizzato: clima, assetto sociale, habitat, ricchezze, amicizie, vicinato, il comportamento collettivo dei popoli. Un fattore fondamentale per conoscere il destino delle civiltà, è la capacità di interagire con l’ambiente: da questa intelligenza si può sapere se esiste un futuro, se il destino non condannerà alla scomparsa.

La Cina, ad esempio, con la sua crescita dissennata e tumultuosa, se non cambia direzione provocherà grandi catastrofi, che metteranno a rischio l’intero pianeta. Gli imperi finiscono sempre col distruggere le risorse, terrestri e marine, da cui dipende la loro sopravvivenza. Ciò avviene perché, in sostanza, costruiscono, coltivano e crescono senza alcun limite. Noi non facciamo eccezione, anche se non abbiamo ancora sperimentato la parte peggiore del nostro attacco alla natura.

Gli scienziati sono d’accordo nell’indicare che tutti i principali indicatori ecologici sono in declino e che lo sono da decenni: erosione dell’humus e delle coste, pescato eccessivo, deforestazione, riduzione delle acque potabili, inquinamento delle risorse idriche, del terreno, dell’atmosfera, degli alimenti, etc etc etc. La quantità di dati è impressionante e testimonia che imboccare la via della catastrofe è un processo lento, che accelera solo verso la fine, verso il collasso.

Non mancano segnali di speranza. Diamond li elenca e rilancia l’ottimismo: il Giappone si prende buona cura delle sue foreste, gli altipiani della Nuova Guinea hanno stabilizzato la loro agricoltura a giardini, l'Australia ha intrapreso riforme radicali, il numero degli ambientalisti militanti cresce negli Stati Uniti. La coscienza ecologica cresce in Europa e le aziende cominciano a tenere conto delle condizioni ambientali, sia per produrre che consumare.

«Molti lettori di questo libro - scrive Diamond - sono abbastanza giovani, e vivranno abbastanza a lungo, per vedere come andrà a finire. Dal loro impegno dipenderà la costruzione di una società vincente: una civiltà di benessere che faccia tesoro degli insegnamenti e delle informazioni che siamo in possesso oggi».
Questi allarmi fatti con passione, studio e intelligenza, insieme al messaggio di speranza, dovrebbero accompagnarci sempre.

Giorgio Boratto
di Giorgio Boratto

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