Concerti Magazine Mercoledì 16 novembre 2005

L'amore e la guerra di Ruggeri

Magazine - Zitto zitto, quatto quatto, è in giro per presentare il nuovo album Amore e guerra: fin dal titolo, balza agli occhi un violento dualismo, quello che - come ha illustrato lo stesso Rouge ieri pomeriggio alla FNAC, durante un breve incontro col pubblico - è caratteristico delle pulsioni della vita. Odi et amo, insomma.
«Soprattutto, ho cercato di esprimere al meglio le perplessità e l’indignazione che provo di fronte a questo mondo, spesso così difficile da interpretare», ha spiegato.
Il cantautore milanese ha descritto l’ultimo lavoro come «intenso e partecipato, dalla personalità sfaccettata, lontano dalle leggi di mercato»: con le sue dodici tracce, affronta temi vari (la passione per lo sport, i sentimenti, il valore della memoria, il rapporto con i mezzi d’informazione), apparentemente banali, ma trattati con l’indiscutibile grazia che caratterizza da oltre vent’anni la sua produzione.
Da alcuni, questo è stato già definito il suo miglior album: di sicuro, è il risultato di un lungo lavoro, svolto a sei mani, in collaborazione con il fidato Luigi Schiavone e con il fonico Lorenzo Cazzani. Come è già accaduto in passato, sono tanti i titoli che presentano riferimenti cinematografici: «È un meccanismo inconscio, non lo faccio apposta. Spesso, li nascondo anche nei testi».

Durante il concerto, tenutosi poche ore dopo al Politeama Genovese, Enrico ha approfondito ulteriormente alcuni concetti, permettendo al pubblico di avvicinarsi alla genesi di ogni pezzo, di comprendere la logica che li sottende: «Sono nato in una grande città, e forse per questo non sono abituato a parlare di tramonti: piuttosto, parlo di storie di tutti i giorni, di persone incontrate al semaforo, incrociate per strada…».
Ecco, allora, un’equilibrata alternanza di brani nuovi di zecca (Trans, L’uomo dei traslochi, Americano medio, Il romantico aviatore, Quando sogno non ho età, scritta con la compagna, Andrea Mirò) e di tracce d’annata, rinfrescate in occasione dell’attuale tour teatrale con una colata di sonorità più intime (Piccole persone, Fantasmi di città, I dubbi dell’amore). I pezzi più datati sono stati scelti pensando al fatto che avrebbero potuto figurare senza tema nel nuovo album, per affinità stilistiche o testuali: il risultato è estremamente omogeneo, piacevolissimo, di indubbia qualità.
Ruggeri tiene il palco per oltre due ore con una semplicità disarmante, incanta il pubblico con concetti schietti che nulla hanno di metafisico, ma che sono in grado, però, di ammantarsi di inaspettata poesia.
Come accade ne Il fantasista, parabola sul calcio moderno, stritolatore di talenti del calibro di Zola e Baggio, relegati in panchina («Sacchi, il gioco a zona, il pressing… il vero calcio è morto, purtroppo»).

Le suggestive installazioni visive del genovese Alessandro Zunino punteggiano i testi con immagini estremamente evocative: le statue di Staglieno e i volti delle madri della Plaza de Mayo accompagnano Eroi solitari, il classicone La vie en rouge ha per sfondo un collage di Caroselli d’annata, mentre la rosselliniana Paisà è affiancata da sequenze di guerra e di liberazione.
Tra ricordi giovanili (Speranza viene introdotta da memorabilia d’annata: «All’esame di maturità, venni definito come un ragazzo dalla personalità modesta, lento nei processi intuitivi, con un linguaggio povero») e omaggi al privilegiato pubblico femminile (Tu stanotte sarai mia, Quello che le donne non dicono, Il portiere di notte), l’esibizione volge al termine senza peso, con due bis matematici, ma applauditissimi: decine, le persone in piedi ai bordi del palco, pronte a cogliere almeno uno degli sguardi sornioni del Rouge, sorridente e gioviale mentre chiede agli astanti di scegliere l'ultima coppia di canzoni. La pallina della roulette si ferma su Peter Pan e l’immarcescibile Contessa, durante la quale il glorioso Politeama, agitato dalla fisarmonica del fidato Billa, si trasforma in una balera marsigliese.

Grande professionista, il Rouge: questo concerto è stato un'ennesima conferma. Di anno in anno, si rivela sensibilmente più maturo, completo, generoso.



Nelle foto: Enrico Ruggeri

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

La donna elettrica Di Benedikt Erlingsson Drammatico 2018 Halla è una donna dallo spirito indipendente che ha superato da un bel po' la quarantina. Dietro la tranquillità della sua routine si nasconde però un'altra identità che pochi conoscono. Conosciuta come "la donna della montagna",... Guarda la scheda del film