La Cultura non si ferma - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 16 novembre 2005

La Cultura non si ferma

Magazine - I tagli della nuova Finanziaria 2005 non stoppano il dibattito e il fare. Oggi, mercoledì 16 novembre, a Genova è l’amministrazione stessa, il Comune (in particolare l’assessore Luca Borzani) a proporre un Forum della Cultura, ampiamente seguito - con l’Auditorium di Strada Nuova affollato di addetti ai lavori - per guardare in avanti. Si tratta di un rendiconto di quanto fatto fin qui, di una rassicurazione, verso quanti dopo il Grande 2004, hanno temuto per una Capitale della Cultura in stato critico di post-sbornia, ora sventato; si tratta di dati che parlano della razionalizzazione delle risorse i cui effetti hanno ridotto proprio l’incidenza della spesa pubblica sulla cultura: da un 4,49% del 1998 ad un 3,44 previsto per il 2005. Che è come dire che la spesa dei residenti su tutta la cultura è scesa dai 41,91 euro del 2002 ai 37,86 previsti per il 2005 e che per i musei quest’anno i cittadini spendono in media un netto di 12,09 euro, contro i 15,65 del 2002, mentre hanno di fronte a se un’offerta che si è moltiplicata in modo esponenziale.

Il Forum, articolato lungo tutta la giornata, ha visto nella mattinata la preziosa lectio magistralis dell’economista Lorenzo Caselli (Università di Genova) sul nuovo strumento –«tanto di moda», afferma- del Bilancio Sociale e, oltre ad interventi istituzionali (assessore alla Comunicazione Anna Castellano; Assessore alla Città Solidale Paolo Veardo), anche preziose testimonianze. Come quella della finlandese Marianna Kajantie che ha esposto alcune fasi evolutive all’interno dell’amministrazione per la cultura ad Helsinki, in particolare relative alla lettura dei dati statistici, ma che ha anche illustrato alcune tappe del progetto , focalizzato sulla raccolta di progetti culturali da 21 città europee e sempre più slacciato dall’aridità di grafici e valutazioni da sondaggio. Per il pomeriggio sono previsti interventi ancora istituzionali su esperienze dirette di gestione, ma anche l'uscita in pubblico di giovani protagonisti come gli allievi dell’Accademia, del corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali, del Conservatorio, ecc.

Questo incontro allargato, che punta verso la prossima tappa, la nuova Conferenza Strategica, vuole sottolineare l’indiscutibile e indissolubile connubio tra il concetto di cultura e quello di responsabilità sociale, afferma la necessità della trasparenza su obiettivi, strategie e risultati politici, nonché la compartecipazione della politica culturale, già messa in atto dal Comune sotto forma del cosiddetto Sistema dei Patti, sottoscritti con soggetti pubblici e privati, altre istituzioni e realtà culturali per rendere tutti partecipi al percorso di riflessione, condivisione ed elaborazione delle linee strategiche della cultura a Genova.

Uno dei frutti del patto, lo Sportello Web della Cultura, quello con i , è stato presentato a latere dell'incontro: un portale degli spazi (espansione dell' confezionato per il 2004), con relativa agenda, ad uso e consumo di chi fa eventi, per un rapporto diretto con i diversi gestori.

Caselli illustra confini, natura e obiettivi del Bilancio Sociale ricordando che per stenderlo non ci sono regole fisse, bensì tre livelli di performance da rispettare: efficienza, efficacia e conseguenze; e che se da un lato è un rendiconto, dall'altro non deve essere proposto o letto «come fase terminale di un processo a cascata, bensì vissuto come l’anello critico di una possibile circolarità virtuosa», funzionale a mettere in moto più che a far fermare attività e processi. Un buon Bilancio Sociale, continua Caselli, lega insieme una visione etica, politica e valoriale del fare, che riconduce a obiettivi specifici maturati sulle domande degli stakeholders, portatori di interesse, a cui l’amministrazione ha fatto promesse di cui deve rendere conto. Se regole non ce ne sono, un buon Bilancio Sociale si può preparare seguendo un semplice menabò e dotandosi di indicatori adeguati di contesto, di risultato, di efficienza e d’effetto. L’utilizzo poi deve essere sia un’operazione di comunicazione, da inoltrare all’interno dell’amministrazione -aiutando così chi lavora a cambiare la prospettiva sul proprio operare- e da rendere nota all’esterno; occorre che vi partecipino a vario titolo i diversi stakeholders, da individuare preventivamente, raggruppandoli per categorie, senza dimenticare che il Bilancio Sociale è anche «un’occasione per il rilancio di iniziative e non un’operazione fatta a bocce ferme. Uno stimolo per l’amministrazione a ripensare il proprio modo di essere e agire, la capacità di creare valore per la sua comunità».

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