Magazine Martedì 15 novembre 2005

Secondo figlio fa rima con tradimento

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Cara Antonella,
scusami in anticipo per tutto quello che scriverò, questo è uno sfogo e non me la sento di controllarmi, vedrai tu se pubblicarlo.
Non ci credo, non ci credo, non ci credo, ma è così. Vedi che non riesco neanche a dirlo? Non ci credo, ma è così, mio marito si fa quella trxxx della ragazza alla pari! Proprio adesso, adesso che abbiamo appena avuto il secondo figlio, che io sono più fragile e lui se ne fotte perché è troppo che non scxxxxxx.
Tu vuoi sempre “il contesto”, perciò te lo dico, ma a cosa vuoi che serva? Come la cambio 'sta situazione? E anche se la cambio, mi spieghi come faccio a perdonare?
Io ho trentun anni, lui quarantadue, tutti e due lavoriamo, lui è indipendente, io lo aiuto, ma mica quando posso, sempre lo aiuto! Il tempo di partorire e sono di nuovo in ufficio in mezzo alle fatture.
Sì, l’ho fatto io con le mie mani, perché lui è carino, si sa vendere e sa vendere, ma senza di me dietro – ben nascosta - a far andare avanti la baracca, non avrebbe combinato niente nella vita. A far fatture con un liceo classico alle spalle!

Sono anche tutta la cultura che ha. E credo che sia stato questo a farlo innamorare, la cultura, l’educazione, l’ambiente da cui provenivo. Lui era un nessuno destinato a rimanerlo. Ma era così bello che anche se avevo già 28 anni ci sono cascata. Due figli uno dietro l’altro, due maschi che, lo sai, ti impegnano di più, e succedono le cose inevitabili: ingrasso un po’ (anche se ci ho fatto attenzione), lo trascuro perché lavoro e bambini non sono una cosa da niente, non ho voglia di far l’amore. Succede a tutte no? Dicono che è la simbiosi.
Nel frattempo prendo questa ragazzina inglese che penso sarà la prima di molte altre. Costano poco e si dice che siano molto assennate. A parte questa qui, evidentemente. So che è successo perché me l’ha detto la donna che viene a pulire. Be’, non l’ha proprio detto, me lo ha fatto capire.
È quasi "appena successo". Sono tre giorni che piango e non gli spiego perché, lui ha un’aria da cane bastonato, secondo me lo sa che lo so. Ma fa finta di niente, aspetta la prima mossa. E se la scxxx a casa con la scusa di un impegno fuori, mentre il figlio grande è al nido, il piccolo dorme e io annego nelle fatture! Lei, non riesco neanche a parlarne, ne ha 21 di anni, dieci meno di me, ed è l’unica inglese bella magretta, senza quel culone che hanno di solito.
Scusa sono fuori di me. Cosa devo fare?

Smarrita


Cara Smarrita,
ci sono due o tre strade che puoi imboccare e che, conoscendo tuo marito, dovrai scegliere da sola.
La più ovvia è rispedire a casa la ragazzina, che tuttavia non è una gran soluzione, perché al momento, se non altro, sai che cosa succede, mentre il bell’uomo che si sa vendere chissà cosa potrebbe combinare senza che tu te ne accorga.
Il secondo motivo per cui ti invito a una mediazione è che, da quello che leggo, non mi sembra tu abbia molta stima del coniuge. Dici che l’hai costruito tu, che senza di te non sarebbe niente. Non esito a crederlo, ma non ti viene il dubbio che quello che hai detto a me in un momento di rabbia, forse trasparisca anche dai tuoi comportamenti e dalle tue parole nella relazione con lui?
È un’ipotesi, che tuttavia mi fa pensare a una sorta di rivincita di un uomo che si sente sottovalutato, che sente di avere perso il suo ruolo e non ne trova un altro. Non fraintendermi, non sto dicendo che è colpa tua. Dico se mai che forse questa trasgressione così vistosa e plateale è un segnale, forse è una richiesta di aiuto da parte di un uomo poco indipendente e non molto dotato di strumenti culturali. In fondo nel lavoro fa la sua parte, sbaglio?
E forse, come tu ti senti sottovalutata chiusa in quell’ufficio, anche lui sente che la sua parte non è abbastanza apprezzata.

Un uomo così, se vuoi tenertelo, devi farlo con il guinzaglio – è vero - ma molto, molto lungo. Una bella spiegazione sarà necessaria, ma non sulla ragazzina – che fatalmente dovrà tornare a casa - ma sul vostro rapporto che merita di essere salvato, visto che bastano un po’ di stima e qualche gratificazione in più. Per entrambi.
Come farai a perdonarlo? Come fanno le donne, che hanno un’infinita capacità di comprensione – se vogliono - nei confronti degli uomini in piena crisi di identità. Perché perdonarlo? Questo lo sai tu. Se il rapporto è ormai troppo provato dalle vostre incomprensioni, se il tradimento ti ha aperto gli occhi di colpo e non vedi soluzioni, allora non perdonarlo e lascialo. Ma tieni conto che sarà molto duro lavorare insieme, che hai due bambini piccoli e dovrai mantenerli quasi da sola. Dici che vieni da una situazione di benessere, magari i tuoi potrebbero aiutarti e non sei troppo vecchia per iscriverti a un’università e trovare un lavoro che ti soddisfi.

L’unica cosa che non devi fare –anche se spesso è una strategia vincente- è sopportare e aspettare che passi. Dovresti rassegnarti allora ad aspettare anche le prossime crisi, che arriverebbero puntuali a ogni piccola difficoltà, ad ogni incomprensione, ad ogni scadenza anagrafica (45, 50, 55, 60 anni…).
Coraggio, guarda dentro di te prima di agire e, se ti serve, riscrivimi.
Auguri,
Antonella
di Antonella Viale

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