Concerti Magazine Giovedì 10 novembre 2005

Un Mozart dopo l'altro

Magazine - Ci avviciniamo ai 250 anni dalla nascita di Mozart. Genova e il Teatro Carlo Felice festeggiano il grande compositore con due weekend a lui completamente dedicati. Tre serate durante le quali, a rotazione, saranno allestiti i tre capolavori della coppia Mozart - Da Ponte. Si parte venerdì 11 novembre con Le nozze di Figaro di Carsen, sabato 12 è la volta di Così fan tutte, di Hampe, mentre domenica 14 tocca al Don Giovanni di Livermore. Il fine settimana successivo, a partire da venerdì 18 novembre, di nuovo Don Giovanni, Così fan tutte, per finire con Le nozze di Figaro. Un’occasione resa possibile grazie ai quattro palcoscenici di cui è dotato il Carlo Felice.

Le nozze di Figaro si potranno vedere nello splendido allestimento dell’Opéra Nationale de Bordeaux - letteralmente acclamato dalla critica come uno dei migliori in assoluto - con la regia di Robert Carsen, ripresa da Christophe Gayral, le scene di Charles Edwards, che ha firmato anche i costumi insieme con Gabrielle Dalton e le luci di Dominique Bruguière, realizzate in questa occasione da Maurizio Montobbio.
Le luci, soprattutto, che colorano di continue sorprese questa messa in scena, donano al lavoro di Carsen un'ulteriore profondità, una dimensione continuamente sospesa tra sogno e realtà. Pietro Spagnoli torna nei panni del Conte d’Almaviva, Dagmar Schellenberger sarà l’impeccabile Contessa e Serena Gamberoni una freschissima Susanna.

Così fan tutte, opera divertente e saggia, ironica e disincantata, omaggio alle donne e all’amore, torna nella celebre messa in scena del Teatro alla Scala che debuttò a Salisburgo nel 1982 e a Genova lo scorso gennaio. Una edizione per molti versi storica a cui si può ritornare sotto la guida di Christopher Franklin.
Il cast è composto da: Annalisa Raspagliosi, che ha appena prestato la voce al personaggio di Maria Callas in una miniserie televisiva, Nino Surguladze vestirà i panni di Dorabella, e ancora Nicola Ulivieri, Werner Güra, Daniela Mazzucato Despina e Alfonso Antoniozzi un magnifico Don Alfonso.
La regia di Michael Hampe, ripresa da Caroline Lang, si inserisce perfettamente nella scena tradizionalmente mediterranea di Mauro Pagano con i suoi costumi eleganti e raffinati e il trascorrere di una lunga giornata dall’alba al tramonto, raccontata dalle luci di Hans Toelstede realizzate per questa occasione da Maurizio Montobbio, e alla fine lascia aperto il mistero che Mozart si guardò bene dal risolvere: chi sta con chi?

Don Giovanni
è probabilmente l'opera più problematica e discussa della storia, tornata in un nuovo allestimento con il quale il Carlo Felice ha aperto le celebrazioni mozartiane.
La regia di Davide Livermore, le scene di Santi Centineo, i costumi di Botto & Bruno, giovane coppia di artisti figurativi, creano un'ambientazione severa e sognante, oscura e smagliante. Luci come lampi, desolazione di periferie immobili al posto della dimenticata campagna mozartiana, sesso senza amore e amore senza sesso, dimore neoclassiche severe e distaccate per raccontare il tramonto d’una nobiltà e la fuga di un’altra. L’omicidio per paura e il coraggio delle proprie azioni, l’infatuazione e il riscatto.

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