Un folle chimico nel Far West - Magazine

Teatro Magazine Giovedì 3 novembre 2005

Un folle chimico nel Far West

© Dietrich Flechtner

Magazine - Da ricercatore-chimico a chimico-intrattenitore, è il tedesco a Genova con due spettacoli a Palazzo Ducale - e (Sala del Minor Consiglio, giovedì 3, ore 21) e High Energy (Salone del Maggior Consiglio, ore 21.30) - e il suo primo libro Questo magico laboratorio di chimica (Editoriale Scienza, 2005), da pochissimo nelle librerie italiane e alla quarta edizione in patria (Das verrückte Chemie-Labor).
Korn è un simpatico e molto serio burlone: il suo vero cognome per esempio è solo Korn, ma ha voluto cogliere un’opportunità divertente del destino e così sposando la signora Müller ha cominciato a chiamarsi Korn-Müller (Korn vuol dire granoturco e Müller mugnaio, come resistere?).

Andreas ha gettato la spugna del ricercatore abbastanza presto, non prima però di essersi preso, dopo la laurea a Tübigen, un PhD in chimica all’università di Monaco e aver trascorso due anni tra chimica e medicina per studiare l’AIDS. Solo nel 1996 ha preso la grande decisione: essere libero e diventare «un chimico intrattenitore», come si autodefinisce.
Il successo è stato immediato, rispondendo ad un annuncio al Museo di Scienza Naturale di Monaco, Korn ha dato spessore alla sua attività di cabarettista-scientifico portando i quattro esperimenti del suo primo breve lavoro spettacolare fino ai venticinque di alcuni attuali show, tra cui il più celebre e da lui amato .
La sua è una missione prima di tutto verso gli adulti, la gente comune, poi, in seconda battuta, si rivolge anche ai bambini a cui propone una chimica da cowboy, con travestimento e setting completo (uno spettacolo che lui stesso giudica molto costoso e in cui è seguito da quattro tecnici per il montaggio e gli effetti speciali) e alcune delle idee di laboratorio proposte nel libro, Questo magico laboratorio di chimica.

Il libro è nato per caso. Dal 1993, Korn e le sue acrobazie chimiche sono finiti in TV (all’ARD, primo canale pubblico tedesco) e nel 1999 il quotidiano tedesco Die Zeit non ha potuto fare a meno di notarli dedicandogli un’intera pagina. E così, come spesso succede, la casa editrice Patmos ci ha visto del buono e quindi ha chiesto a Magic Andy (nome d’arte di Korn) di scrivere per loro una pubblicazione dedicata ai ragazzi.
Lì per lì lui ha rifiutato dicendo: «non sono uno scrittore, non ho mai scritto niente, chiedete ad altri», ma l’editore ha insistito e alla fine si è trovato a lavorare con Alexander Steffensmeier, un illustratore venticinquenne che del libro ha fatto la sua tesi di laurea, dando anche una mano a Korn sulle parti storiche.
Il prossimo è in fase di ideazione e ci vorranno due anni per la chimica-in-cucina.

Maestri? « . Un artista austriaco difficile da definire in un ambito specifico perché ha lavorato con i fuochi d’artificio, ha scritto libri, prodotto programmi di grande successo per la TV e redatto molti scripts televisivi e per l’animazione dei musei scientifici. Lui ha delle grandi idee che applica in diversi campi».

Nelle immagini Magic Andy in alcuni momenti dei suoi spettacoli

Potrebbe interessarti anche: , Giudizio Universale: la Cappella Sistina secondo Marco Balich , Artisti e progetti vincitori di #UBU40 accanto a quelli di Hystrio, Rete Critica e ANCT , Turandot: la trama dell'opera, tra un principe pirlone e donne con scarsa autostima , Acqua di colonia: il colonialismo italiano secondo Frosini/Timpano , Dall'Olanda il teatro-incontro in Perhaps All The Dragons dei Berlin