Concerti Magazine Giovedì 3 novembre 2005

Chiara: «Bello cantar l'amore»

Magazine - Conosciamo tutti Chiara Ragnini come webmaster del portale musicale , ma quanto come musicista? Per una volta cerchiamo di scindere questi ruoli per andare a scoprire meglio un’artista che speriamo faccia parlare molto di sé.

Da quanto tempo suoni? Com’è nata questa passione?
«Compongo canzoni da quando avevo 10 anni. Ricordo ancora la mia prima tastierina, un regalo della nonna, appoggiata sul mio letto che diceva "suonami suonami". I primi brani nacquero così. La chitarra è arrivata molto dopo, nel 1996. La passione per la musica mi è stata trasmessa dai miei genitori: mio padre mi fece conoscere Freddie Mercury e i Beatles, mia madre Celentano e Ramazzotti. Attualmente i miei gusti sono un tantino differenti.
Credo che se non fossi riuscita ad esprimere la mia creatività attraverso la musica mi sarei data alla pittura: non per niente un'altra mia grande passione è disegnare siti web e locandine. La musica, però, è l'arte che mi affascina di più, con i suoi mille suoni, rumori, sospiri, le sue infinite sfaccettature: è meraviglioso quanto si riesca a creare con uno strumento semplice come una chitarra».

Ai tempi del liceo hai suonato in un gruppo, i Nemesys, e poi cosa è successo?
«La storia è molto più lunga. All'età di 14 anni entrai nella band della scuola di musica (nel gruppo c'era anche la nostra Vale!). Al liceo nacquero i Nemesys, la mia prima vera rock band. Con loro riuscii a portare dal vivo le canzoni che avevo scritto fino ad allora. Finalamente quelle note uscivano dalla mia stanza! Nel 2002, giunti al nostro secondo demo, alcune persone che lo ascoltarono mi misero in contatto con Marco Canepa, produttore genovese legato alla e alle (nota anche come ), che gestisce produzioni storiche come Domenico Modugno, Vasco Rossi, Giorgio Gaber ed altre più commerciali come Anggun, Pago e Max De Angelis).
Da allora egli è il mio produttore artistico e colui che mi ha "iniziato" a generi musicali che prima non conoscevo e dai quali ora non riesco più a separarmi».

A quali artisti ti ispiri e perché?
«Ascolto praticamente di tutto, non saprei a chi paragonarmi! Traggo ispirazione da tutto ciò che mi circonda e dalle poche esperienze di vita vissuta accumulate: via libera a pensieri e parole sul mare, sul cielo, sui fiori, sul profumo del sole, sulle onde e anche sull'amore, amore per la vita e amore per la persona che amo.
Su questo vorrei fare un appunto: amo parlare dell'amore, ma mai in modo scontato o banale (almeno ci provo!). Cerco di dare un tocco poetico a tutto ciò che sento e che trasformo in musica e canzoni. Sono convinta che è proprio ciò di cui abbiamo enormemente bisogno. Ultimamente ascolto Vinicio Capossela, Lura, Cesaria Evora, Jamie Cullum».

Come nascono le tue canzoni?
«All'improvviso. Se cerco di impormi di scrivere un pezzo il mio cervello non tira fuori nemmeno una nota, perciò lascio che sia il mio cuore a guidarmi. Con un po' di calma e serenità, però, un brano viene fuori da sè. Nasce prima la musica, in seguito le parole, a seconda delle emozioni che sento riascoltando la canzone».

Domenica scorsa ti sei esibita accompagnata da Bob Callero, Giangi Sainato, Dado Sezzi, musicisti noti sulla scena genovese: come è nata la collaborazione con loro? Sono gli stessi che ti accompagnano nelle incisioni?
«I musicisti che mi hanno accompagnato sono proprio gli stessi che partecipano alle incisioni: all'appello mancavano Andrea Maddalone e Roberto Masotti, con i quali ho suonato in altre occasioni e che hanno realizzato nelle registrazioni rispettivamente parti di chitarra e violino. Dalla Maccaja (conosciuta anche come Orange Studio) sono passati e passano tutt'ora alcuni fra i grandi musicisti genovesi, basti pensare ai fratelli Aldo e Vittorio De Scalzi (New Trolls)».

Lo scorso luglio hai partecipato al Premio Bindi al quale sei arrivata terza. Com'è andata? «È stato molto toccante conoscere Bruno Lauzi: ha dato prova di grande forza e coraggio l'ultima sera del festival, cantando uno dei suoi brani più famosi. Il terzo posto mi ha soddisfatta, significa che alla giuria, composta in primis dal cantautore genovese, è arrivato qualcosa dei miei brani dritto al cuore».

In che modo s’inserisce Genovatune nella tua attività di cantautrice?
«Genovatune è una passione che coltivo da tempo, come la fotografia, la grafica, l'informatica.. :D). Per ora le due cose viaggiano in parallelo, forse, in futuro, sarò costretta a scegliere quale delle due percorrere definitivamente».

Mariapaola Cossu

Nella foto: Chiara Ragnini @ mentelocale

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Amici miei Di Mario Monicelli Commedia Italia, 1975 Quattro uomini di immatura mezza età, amici di vecchia data, ai quali si aggiungerà poi un illustre clinico, trascorrono le giornate di libertà architettando scherzi d'ogni sorta: canzonano i vigili urbani, prendono a schiaffi i viaggiatori... Guarda la scheda del film