La musica incontra la natura - Magazine

Cultura Magazine Martedì 1 novembre 2005

La musica incontra la natura

Sabato 3 Febbraio, alle ore 18.00 al Forum Fnac, (v. XX settembre 46/R) il pianista e compositore Ludovico Einaudi presenta l'album Divenire, suonando alcuni brani. Introduce Alberto Fabris.
Riproponiamo la nostra recensione del concerto "Oltremare" del 2005 a Genova.

Magazine - Un allestimento originale coglie il pubblico accorso per ascoltare il concerto Oltremare del compositore e pianista Ludovico Einaudi all’ingresso dello spazio all’Ex Manifattura Tabacchi di Sestri Ponente (in via Soliman). La stanza lunga e stretta sul cui fondo il pianoforte la fa da protagonista, sono disposte solo poche sedie, che ne segnano il perimetro lasciando tutto il centro vuoto. «Volevo che la gente –spiega Einaudi- stesse seduta per terra come in un happening. Avrei voluto anche dei tappeti così che tutto il pubblico si potesse mettere a suo agio. Poi però qualche seduta abbiamo dovuto prevederla. Lo spazio è bello e l’idea era che fosse fruito nella sua natura senza trasformazioni».

Una luce verde acqua accoglie il pianista e, mentre lui stesso fa partire le prime note, la luce volge al blu come per un’immersione. Einaudi in questo suo concerto vuole parlarci di mare, degli abissi fantastici svelatigli ancora bambino da una conchiglia. «Da piccolo avevo in casa una grande conchiglia. Ogni tanto mi sdraiavo sul letto con la conchiglia, me l’appoggiavo all’orecchio, chiudevo gli occhi e ascoltavo il suono del mare», scrive in una poetica introduzione distribuita in sala.

«È l’occasione per un esperimento artistico, un laboratorio musicale scientifico dal vivo», dove Einaudi alterna alla «spirale di suono» del suo pianoforte l’impiego di strumenti elettrici ed elettronici che lo trasformano, lo amplificano e lo gettano tra le onde, ora di superficie ora degli abissi più profondi. All’interno di un tema musicale estremamente dolce, che Einaudi sa rendere anche vivace e allegro, modulando con estrema perizia i chiari e gli scuri delle note, si inseriscono sonorità che sembrano testimoniare la varietà dell’esperienza marina: il passaggio di un pesce, il gocciolare e lo sciabordare dell’acqua, il rimbombo sordo tipico dei motori nella stiva di un’imbarcazione, o ancora il bip intermittente di un radar o l’ultrasuono richiamo marino per eccellenza di balene e delfini.

Siamo invitati a fluttuare in un’ideale e omogenea fluidità sonora e marina in qualche modo casuale, ma anche rispondente ad un ordine di natura. La luce cangiante che illumina Einaudi dalle spalle ci spinge a stare sotto e a trattenere il fiato ma anche a risalire verso i raggi ocra del sole per udire lo sciabordio del mare sugli scogli. A tratti gli interventi elettronici amplificano il piano, in altri momenti lo coprono, senza però impedirgli di ritrovare subito il suo spazio espressivo in un viaggio pieno di inaspettati incontri.

Sui lunghi applausi Einaudi concede due straordinari bis e qualcuno da casa, un fortunato, si gode il primo attraverso il telefonino accesso rivolto verso il piano di un ragazzo tra il pubblico.

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