Concerti Magazine Martedì 13 febbraio 2001

Napster è morto! Ma quando mai?

La corte d'Appello Federale di San Francisco ha pronunciato il verdetto: Napster è contro la legge. COntro il diritto d'autore, e deve chiudere a meno che non trovi il sistema di pagare i diritti per i brani scaricati in futuro. I titoli dei giornali inneggiano alla "morte di Napster", alla fine di un'"era", ma Fanning non si è affatto fermato: cinquanta milioni di utenti non sono una bazzecola. Credo che al massimo si profilerà una pausa, e a giugno si pagherà. Quello sarà il momento decisivo, visto che il 75 per cento degli utenti non ci pensa neanche a cacciare una cifra anche minima per pagare un download.

In ogni caso, una volta sborsato il canone di abbonamento, Napster diventerà veramente il nuovo network di distribuzione della musica. Questa volta un network ufficiale. A tener sospeso il fiato dovrebbe essere il difficile processo di "integrazione" di Napster. Ha ragione Prince a dire che la rete dell'mp3 non è altro che una visibile manifestazione del disgusto per come la musica è stata monopolizzata dalle multinazionali e dalla loro gestione del mercato attraverso "artisti prodotto" e poco, se non niente altro. Altri grandi delle vendite, come Dave Mattherws, hanno improntato su Napster la campagna promozionale dei lavori più recenti. Ma finché si tratta di artisti di enorme successo non c'è da stupirsi che siano d'accordo. Loro vendono comunque.
Gli artisti esordienti?
Napster è democratico, e lascerà decidere la gente. Ha questo di bello. E forse sarò pessimista, ma secondo me la gente se ha una possibilità di non pagare non paga e basta.
E dell'artista non gliene importa gran che. Ce lo vedo poco un utente di napster a pensare "questo lo prendo senza pagare perché è di Madonna, l'altro lo compro in cd per favorire il mio esordiente preferito". Napster è Napster perché è gratis.

Volete le ultime novità legali dalla fonte? www.napster.com/legalupdate/

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