Magazine Giovedì 27 ottobre 2005

Un po' noir e un po' giallo

E’ da tempo che la letteratura cosiddetta ‘gialla’ indaga la realtà. Per questo motivo gli autori, di tale genere letterario, sono assurti a virtuali giornalisti di cronache mancate, a investigatori di possibili trame reali. Ora con questa curiosa antologia di racconti ambientati nel ventennio fascista, riviviamo, insieme agli aspetti del costume sociale dell’epoca, resoconti verosimili che tuttavia non sono emersi in quel periodo, a causa della censura fascista.

Già perchè in quegli anni non si poteva parlare di delitti e criminalità. Come se con il fascismo gli italiani si fossero liberati, oltre che della libertà, anche del crimine.
E pensare che il 'libro giallo' nasce proprio in quegli anni (precisamente nel 1935). Poi però, nel 1944 questo genere letterario sarà proibito definitivamente, perché considerato diseducativo.

In Fez, struzzi & manganelli sono raccolti 26 racconti - per 26 autori - che si svolgono in un arco temporale di circa 20 anni. Il libro aiuta ad indagare la storia, e lo fa attraverso la letteratura che, nelle Note di Copertina, Arrigo Petacco equipara ai documenti storici, quanto a valore.

I 26 autori sono tutti specialisti del genere giallo. Alcuni nomi per tutti: Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli, Nino Filastò, Marcello Fois, Ernesto G. Laura, Alan D. Altieri.

Tra di loro spiccano due autori genovesi. Prendiamo Ettore Maggi: nel suo A cercar la bella morte, c’è la Genova del 1944. Si tratta di un affresco storico dell’ultimo periodo della Repubblica Sociale Italiana, e anche una sintesi della guerra partigiana.
Il ricordo della risposta del padre del protagonista: Mancô pe ü belìn, (Neanche per niente), è un'esortazione a non arrendersi, un invito a non piegarsi; è la genovesità di una Sestri Ponente operaia che non china il capo.

Leggiamo poi Claudia Salvatori. Nel suo Anime amareggiate siamo nella Correggio del 1940. Qui viene raccontato il dramma di Leonarda Cianciulli, conosciuta in seguito come la saponificatrice. La fantasia dell’autrice genovese ci porta nella realtà più vera: Marameo perché sei morto? Pane e vin non ti mancava… il sottofondo della radio entra prepotente nella vita quotidiana; una canzonetta ed un proclama del duce si alternano come il dolce e l’amaro.
«Come», osserva Claudia Salvatori, «l’amaro che si trova nella dolcezza della vita, come il sangue e la polvere di ossa in un pasticcino da gustare con il tè».

Per concludere – anche se, in verità, apre la serie dei 26 racconti - ecco Alan D. Altieri con L’unico fascista buono. Qui l’hard boiled, la maestria di Dashiel Hammet, viene espressa ai massimi livelli per consegnarci un racconto violento e sublime. Milano 1945, un torturatore fascista entra in chiesa: la successione di pensieri e fatti disegna la stupidità umana della guerra. La morte su tutto. Senza scampo. Il fascista Osvaldo Prosperi è più che buono, un fascista tutto d‘un pezzo.
Dopo avere letto il libro, si potrà ancora parlare di giallo come letteratura minore?

La libreria Portoanticolibri, di Palazzo Millo al Porto Antico, presenta Fez, struzzi & manganelli (Sonzogno) venerdì 28 ottobre alle ore 18.00. Sarà presente Gian Franco Orsi, curatore dell’opera.
di Giorgio Boratto

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