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Pinksummer cambia indirizzo

Mostre e musei Magazine Giovedì 27 ottobre 2005

Magazine - Spazio nuovo, mostra nuova. si è trasferita dal cinquecentesco Palazzo Canevari, in via Lomellini, al centralissimo spazio di Palazzo Ducale. Un cambiamento importante per , le due "anime rosa" della galleria che, a partire dal 2000, diffondono a Genova il verbo dell'arte contemporanea.
Quanto vi manca il centro storico e quanto vi piace il vero e proprio centro della città? «È giusto cambiare e qui il via vai di collezionisti è davvero grande… spero solo che non sia solo uno specchietto per le allodole», spiega Antonella, che continua: «più centrale, più comodo, il nostro studio è senz’altro meno underground. Ma non è certo lo spazio che fa la mostra!».
Sì, dal Ducale passa più gente, «ma il nostro lavoro non è fatto per l’avventore, e non credo che la nuova posizione sarà determinante per la buona riuscita degli eventi».

Ma ottenere uno spazio così prestigioso significa anche entrare in contatto con una linea culturale del tutto nuova per le due ragazze in rosa: «Palazzo Ducale non ha una politica culturale vera e propria. È più che altro una "piazza", un contenitore che ha bisogno di nuovi input». E proprio con la più grande "piazza" genovese le hanno avuto a che fare in passato: «siamo stati ospiti del Ducale per realizzare eventi importanti - come la performance di nel 2001 e quella dei pochi mesi fa - e Pietro Da Passano, il suo direttore, ci ha sempre offerto una buona visibilità: negli ultimi tempi si è investito molto nel contemporaneo, anche se ancora non ci si è davvero abituati al "nuovo". Oggi, comunque, la situazione è meno angosciante».
Grazie anche agli eventi voluti da ? «Lui è un uomo di potere e spesso le sue idee non sono "fresche", innovative. Ad esempio non apprezzo le sue produzioni a budget altissimi e la sua concezione dell’arte contemporanea che riporta agli anni '80. Ma è un professionista che sa riconoscere la qualità, e questo è un aspetto importante», conclude Antonella.

Intanto fervono i preparativi per l'inaugurazione del nuovo spazio. Venerdì 28 ottobre, alle 18.30, la mostra Everything makes sense in the reverse di segnerà l'inizio della nuova avventura di Antonella e Francesca: «Sarcevic è un artista speculativo e di grande intelligenza. Oggi la sua attenzione è soprattutto rivolta al rapporto immediato con le cose, e le sue piccole sculture fatte con legni presi da vecchie case simboleggiano il rapporto con il luogo. La scultura di Sarcevic è leggera e metafisica», puntualizza Antonella, «e crea un liguaggio fatto di materiali».

Nella foto: "Everything makes sense in the reverse", la scultura di Bojan Sarcevic che dà il nome alla mostra

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