Cosmica luna all'Archivolto - Magazine

Teatro Magazine Teatro Gustavo Modena Giovedì 27 ottobre 2005

Cosmica luna all'Archivolto

© www.archivolto.it

Magazine - Cosmica luna
28 29 31 ottobre - 1 3 5 novembre 2005
sala Mercato ore 21

Nel ventennale della scomparsa di Italo Calvino, in collaborazione con il Comune di Sanremo -dove l'autore, nato a Cuba il 15 ottobre 1923, era cresciuto prima di trasferirsi a Torino- e con il Festival della Scienza, l'Archivolto ritorna a lavorare sull'opera di uno scrittore che da sempre è al centro della propria idea di teatro (ricordiamo nel 1989 Angeli e soli e successivamente Il mare in un imbuto), tra gli interpreti -Eugenio Allegri, Rosanna Naddeo, Giorgio Scaramuzzino- anche i danzatori Giorgio Rossi e Ivana Petito.

"Cosmica luna" è uno spettacolo liberamente tratto dall'opera di Italo Calvino, in particolare dalle Cosmicomiche, dodici racconti fantastici nati dalla trattazione colloquiale e immaginifica di teorie scientifiche. Pubblicati fra il 1965 e il 1967, narrano le avventure di "Qfwfq", creatura mutante che ha vissuto o direttamente provocato ogni evento della storia cosmologica, continuamente catapultato in situazioni uniche e irripetibili.

«Ciò che ci interessa sopra ogni cosa sono le prove che l’uomo attraversa e il modo in cui le supera», seguendo questa affermazione di Calvino, "Cosmica luna" intreccia racconti che bizzarramente avallano le più opposte e contraddittorie ipotesi scientifiche, fuse in un lavoro di palcoscenico che ne evidenzia soprattutto il lato visionario e narrativo. Ripercorrendo fantasticamente le varie fasi di un'evoluzione immaginaria, curiosa e suggestiva, lo spettacolo è un viaggio nella fantascienza, ma anche e soprattutto alla ricerca dei nostri antenati. Si cammina su fazzoletti di nuvole, ci si culla in primavere di quarzo, si visitano città invisibili e bestiari fantastici. Soprattutto si raccontano, si ricordano e si evocano brandelli di una comica, surreale storia del mondo ridicolizzata e resa fantastica dal filtro deformante della memoria. Calvino deus ex machina inventa, fa vivere e muove in teatro le proprie fantasie letterarie, quasi dialoga con "Qfwfq" e con se stesso, interrogandosi sui modi e le forme del narrare. I due personaggi principali intrecciano così i propri pensieri creativi o esistenziali.

Dal punto di vista del linguaggio, lo spettacolo alterna e contamina recitazione, musica e danza coinvolgendo lo spettatore in una fruizione sensoriale ed emozionale, che sottolinea l’importanza del lavoro coreografico di Giorgio Rossi, anche danzatore con Ivana Petito. Lo stesso Rossi a proposito del suo lavoro ispirato a Calvino evidenzia che «se il corpo, nel suo manifestarsi danzando, ci rivela i nostri sentimenti, farlo tra le parole di questo grande autore raddoppia la capacità di percepire la vita nella sua essenza più profonda». Una menzione particolare merita il lavoro di Marcello Chiarenza, artista a tutto campo, scenografo, scultore, autore di installazioni e percorsi figurativi. I temi che predilige sono interni agli elementi della natura, al ciclo delle stagioni.

Potrebbe interessarti anche: , Giudizio Universale: la Cappella Sistina secondo Marco Balich , Artisti e progetti vincitori di #UBU40 accanto a quelli di Hystrio, Rete Critica e ANCT , Turandot: la trama dell'opera, tra un principe pirlone e donne con scarsa autostima , Acqua di colonia: il colonialismo italiano secondo Frosini/Timpano , Dall'Olanda il teatro-incontro in Perhaps All The Dragons dei Berlin