Magazine Martedì 18 ottobre 2005

La salute mentale tra arte e teatro

Magazine - Nel 1998 l’Ospedale Psichiatrico di Cogoleto viene chiuso.
Con l’approvazione della legge 180, meglio conosciuta come Legge Basaglia, i manicomi vengono letteralmente svuotati. Qualcuno torna in famiglia, altri vengono accolti nelle cosiddette Strutture Residenziali, dove si lavora per un loro reinserimento.

Quasi un anno dopo, nel 1999, Il Giardino del Mago, associazione di artisti volontari di Savona coordinata da Giorgio Laveri, inizia una fitta collaborazione con gli operatori dell’Asl 3 di Genova, dando vita a mostre di ceramica, laboratori di pittura, cinema e teatro, per gli abitanti delle due Strutture Residenziali rimaste a Pratozanino.

Dopo quattro spettacoli teatrali e due film ( e poi Metabar, in fase di montaggio) ecco anche un libro: Il giardino del Mago. Cinema, teatro, prove di salute mentale (Coedit, 12 Eu).
Enrico Ratto, tra le leve di mentelocale.it, ne ha curato la realizzazione. Enrico ha conosciuto Laveri nel 2003, nel periodo in cui Pratozanino stava uscendo nelle sale. Doveva intervistarlo per il settimanale Diario, impresa riuscita dopo diverse telefonate a vuoto. «Giorgio non voleva più saperne di giornalisti», spiega infatti Enrico, che continua, «il regista era rimasto disgustato da titoli come: Tutti pazzi per Pratozanino, e aveva deciso di non rilasciare altre dichiarazioni».

Fatto l’articolo, Enrico inizia un’assidua frequentazione dell’associazione. Una volta a settimana, partecipa agli incontri che si tengono a Pratozanino, dei quali annusa subito l’estrema democrazia. A partecipare non sono solo pazienti affetti da patologie psichiatriche, ma anche attori dilettanti e semplici appassionati.
«Qui tutti seguono le direttive del regista Laveri» spiega Enrico che continua, «che è anche piuttosto severo».
Laveri ha uno scopo, delle scadenze da rispettare. In questi termini viene vista la realizzazione di fine anno dello spettacolo teatrale come del film. Al di là dei messaggi che l’opera porta in sé, è infatti la messa in scena il vero significato del lavoro di un anno. Tenete presente che qui gli attori non firmano nessun contratto, anzi sono tutti liberi di mollare in qualsiasi momento. A volte, capita anche che qualcuno venga improvvisamente spostato in un’altra Residenza: «e ti ritrovi in un attimo senza protagonista» continua Enrico.

Ma Laveri è modesto, perché il messaggio c’è, e ti colpisce diretto. Le sue sono storie nelle quali il lieto fine non è una prerogativa, storie molto vicine a quelle del regista tedesco Fassbinder. Nel libro curato da Ratto sono anche riportate tutte le sceneggiature. Quelle teatrali: IperKarmela, Pilota di guerra, Princesa e Parole in libertà, che raccontano storie di emarginazione e disperazione, con titoli spesso presi in prestito da cantautori come De Andrè e De Gregori. Mentre quelle cinematografiche di Pratozanino e Metabar, sono riportate in originale con appunti, correzioni e indicazioni del regista. «Un bel bottino per gli appassionati di cinema» commenta Enrico, che conclude: «Anche a loro, così come agli operatori sanitari del settore e a chi negli anni ha visto crescere l’associazione, è dedicato Il giardino del Mago».

di Mina Vitiello

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