L'Europa in fuga dai polli - Magazine

Attualità Magazine Martedì 18 ottobre 2005

L'Europa in fuga dai polli

Magazine - Arte, scienza e polli si contendono lo spazio su The Guardian - International edition, di lunedì 17 ottobre 2005. L’apertura della prima pagina è affidata infatti alla novità nel campo della ricerca scientifica sulla produzione di cellule staminali. Il corrispondente scientifico da Montreal, Ian Sample scrive che gli scienziati hanno sperimentato un modo per costruire le preziose staminali senza distruggere l’embrione da cui derivano. La notizia ha un forte peso, soprattutto in America, dove l’amministrazione di Bush ha bloccato i fondi federali proprio a questo filone di ricercatori. La nuova ricerca condotta da Robert Lanza, (Advanced Cell Technology – Massachusetts), permette la creazione di cellule staminali in un modo diverso rispetto al processo comunemente noto come therapeutic cloning. La nuova procedura, applicata sui topi, consiste nel lasciare che le uova fecondate si dividano nell’arco di due o tre giorni, fino a che producono un gruppo di otto cellule, a quel punto i ricercatori rimuovono una cellula e la nutrono in modo indipendente, dando vita ad un’ulteriore massa cellulare formata in parte dalle tanto agognate ES cells. Ciò che resta – che è brutto da dire – può ancora essere impiantato, per l’inseminazione artificiale, e si è sviluppato in feto in 29 casi su 48. Chissà forse è la strada giusta.

Per quanto riguarda il virus aviario, non solo c’è un reportage dalla Romania di Mark Honigsbaum, che parte dalla prima e va avanti nella seconda pagina del quotidiano, ma il tema è l’oggetto di altri tre interventi: uno a quattro mani, firmato da John Carvel (Social affairs editor) e Tania Branigan; l’altro, a pagina 21, ancora di Honigsbaum, in cui il giornalista tira un po’ le somme della paura, facendo un parallelo tra la spagnola del 1918 e la pandemia che ci minaccia oggi, ma che ancora non si è concretizzata, l’H5N1 – o GenZ, come è stato rinominata la variante più forte. L’ultimo pezzo è ospitato sul G2 – allegato del quotidiano – e si occupa in particolare dello stoccaggio di Tamiflu: un farmaco, non un vaccino, che allevierebbe i sintomi della bird flu. Due le informazioni importanti forniteci da Honigsbaum: la prima, che gli abitanti di Cearmulia de Jos (Romania) -dove è stato segnalato il rpimno ceppo EU del virus- hanno notato pennuti morti sulle rive del fiume già tre mesi fa e solo quando un allevatore ha notato una moria anche tra i suoi polli, si è cominciato ad inviare materiale biologico per analisi. Questa è la cosa che fa più paura, la discordanza dei tempi. La seconda, di natura tecnica, è che ovunque il virus si svilupperà sarà un laboratorio britannico a scoprirlo, per tutti. Comunque l’H5N1, secondo quanto sostiene Honigsbaum, ancora non si è trasformato in un virus che possa trasmettersi all’uomo. E niente ancora ci dice che questa trasformazione – possibile – avverrà. Non è escluso infatti che nel suo naturale ciclo di trasmutazioni il virus si indebolisca! Magari. Del suo viaggio in Romania, Honigsbaum - nella soprannominata zone-zero da cui non si esce facilmente - ci trasferisce la sensazione che l’incompiuta Europa, nel suo progetto di allargamento, dovrebbe prevedere formule efficaci di condivisione almeno sulle misure di sicurezza. Il giornalista ci parla infatti delle condizioni precarie, a livello sanitario, in cui ha trovato l'area visitata e di come l’auto su cui viaggiava fosse disinfettata in entrata (sulla E60 da Bucarest alla provincia di Costanza), piuttosto che, come logica vorrebbe, in uscita.

Anche l’arte ha un suo spazio privilegiato: sopra il titolo del giornale, campeggia il volto della giovane artista inglese Sarah Lucas che, all’interno dell’allegato G2, ha una sua personale fotografica di otto pagine – il titolo campeggia nella copertina del G2 God is Dad- ed è accompagnata da un ritratto/intervista a cura di Gordon Burn. Sarah, classe ’62, formata al Goldsmiths College e compagna di merende di Damien Hirst – insieme nel 2004 per la mostra In-A-Gadda-Da-Vida, a cui partecipava anche Angus Fairhurst alla Tate Britain – lavora sul concetto di ambivalenza in particolare sulla tematica di genere, maschile e femminile ed ha opere esposte al MoMa di New York, alla Tate e in Olanda, Svizzera e Scozia. Non le piace essere riconosciuta per un unico tema e così i suoi celebri self-portraits hanno subito uno stop. Lei si definisce un “maschio” migliore di molti altri, ma ciò che la affascina è che l’essere femmina aggiunge moltissimo al suo lavoro. Sarah è irriverente, non ama stare dentro ai giochi mondani dell’arte e lo ha dimostrato più volte. Nel ’98 per esempio, quando i suoi lavori avevano raggiunto quotazioni altissime, decise di andare a lavorare in un bar, al Colony Room a Soho. Solo una sera a settimana e nella ex-casa di Francis Bacon, in difficoltà finanziarie. Il bello è che se ce l’hai dentro un certo sano senso della solitudine, una certa necessaria volontà a non conformarti, Londra ti ospita senza problemi, ti lascia fare e finisce che un gesto così da parte di un’artista possa addirittura venir letto come snob. Ma l’importante è che possa succedere. Dimenticavo, il celebre Damien Hirst ha di recente acquistato tutti i primi lavori di Sarah da Charles Saatchi, confermando l’alta stima che ha di lei e del suo lavoro espressa qualche anno fa.

Ci sarebbe ancora da dire molto dagli UK, e questo The Guardian International Edition, rinnovato nella forma – quella di un tabloid – e nei colori, con i suoi euro 2.80 fornisce materiale quasi pari a tre quotidiani italiani che si comprerebbero con la stessa cifra. Tra gli articoli: l’arte esposta nelle piazze in Italia – continuamente a rischio di vandalismi; un nuovo musical in cantiere sulla moglie godereccia di Marcos, Imelda firmato dal DJ Fatboy Slim e da David Byrne; l’esclusione degli architetti londinesi dalla biennale di Venezia a favore di un maggiore spazio alle prove archittettoniche regionali britanniche; due donne, pittrici italiane, Sofonisba Anguissola e Artemisia Gentileschi, in femminile e numerosa compagnia, sono celebrate nella mostra Self-portrait: Reinassance to Contemporary, alla National Portrait Gallery (da giovedì 20 ottobre). Tra le brevi, l’annuncio di una manovra straordinaria del governo nel campo dell’educazione: lezioni singole agli studenti delle superiori con problemi in letteratura e matematica; le scuole migliori con il maggior numero di studenti carenti in quelle materie, riceveranno fondi da destinare alle ripetizioni. Come direbbero gli inglesi: «unheard of»!

Dagli UK è tutto.

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