Magazine Martedì 18 ottobre 2005

Alzi la mano chi non ha una Bic!

La formula matematica dello sviluppo che sembra andata perduta, l’incubo dei cinesi, l’incalzare continuo delle nuove tecnologie, la globalizzazione che si mangia tutto. Chissà che bisogna inventarsi per campare… Una Bic!
La notizia è di quelle che fanno riflettere. La nota casa francese ha venduto in questi giorni la sua centomiliardesima penna a sfera. A cinquant’anni dal lancio, il successo di questa straordinaria invenzione - che ha rivoluzionato il modo di scrivere di tutti - non accenna a diminuire.

La storia della penna a sfera risale agli ultimi anni dell’Ottocento, quando il conciatore John Loud (1888) brevettò il primo esemplare per scrivere sul cuoio. Nei decenni successivi furono oltre trecentocinquanta i brevetti relativi al nuovo tipo di penna. Molti capirono che quella era la strada giusta per rimpiazzare la stilografica, che andava ricaricata di frequente e sbavava che era un piacere. Tuttavia i primi esemplari funzionavano maluccio. O non scrivevano o colavano: come le vecchie stilo.
Furono i fratelli chimici ungheresi Ladislas e Georg Biro a perfezionare il progetto, e l’imprenditore francese Marcel Bich a farne un prodotto di consumo mondiale.
A partire dal 1949, la Bic invade il pianeta: sfonda in Europa e poi anche in America, dove modelli precedenti avevano lasciato un diffuso scetticismo.

Ideato come prodotto di largo consumo e di alta qualità, la Bic fa dimenticare definitivamente le stilografiche perché scrive bene, sempre uguale, per tanto tempo. Oggi una penna Bic può tirare una riga lunga circa tre chilometri. La società francese, diventata una multinazionale, ne vende ventimilioni al giorno in tutto il mondo. Ovunque voi siate sul pianeta, state certi che la troverete.
La stessa filosofia, con uguale successo, è stata applicata ad altri prodotti, soprattutto accendini e rasoi da barba. Roba semplice, roba che funziona.

La biro, come molti continuano a chiamarla, ha un solo difetto, che in realtà non è suo ma di chi la usa. Se cade per terra inizia a scrivere a singhiozzo. Per il resto è abbastanza affidabile, e con il prezzo che ha può permettersi di non esserlo al cento per cento.

Perché fa riflettere tutto ciò? Troppo semplice dire: “le buone idee funzionano sempre”. Però, a pensarci bene… è vero. Se la selezione naturale delle merci ha voluto che dopo oltre cinquant’anni questa sia ancora la penna più venduta al mondo, qualche ragione ci sarà.
C’è anche un’altra questione: contro l'ansia da globalizzazione, la Bic esporta dalla Francia al globo intero, creando un bel po’ di ricchezza in patria.
Insomma, le buone idee durano un po' più delle altre e smentiscono molti luoghi comuni sull'economia. Alla faccia di chi pensa che ormai si debba produrre solo microchip delle dimensioni di una zecca, che sennò sei fuori dal gioco. Anzi, i cinesi c'hanno poco da copiare un prodotto che, originale, costa una trentina di centesimi di euro.
di Daniele Miggino

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