Caldi applausi per 'Texas' - Magazine

Cinema Magazine Sabato 15 ottobre 2005

Caldi applausi per 'Texas'

Magazine - Provate ad immaginare un sabato sera in una piccola città di provincia: si beve birra, si fa casino, si scherza, si vedono gli amici di sempre. E poi si cerca di non pensare a "cosa accadrà domani", forse perché già si sa che "domani" non accadrà proprio niente.
La cittadina in questione potrebbe trovarsi in Piemonte, o magari in Texas… Non è così importante se i protagonisti di questa storia sono degli ultraventenni cresciuti a karaoke e moda a stelle e strisce, e quasi si sentono più americani che piemontesi.
è il film che segna l’esordio di nella regia cinematografica. Ventinove anni, attore, autore teatrale, sceneggiatore per il cinema e la TV. Fausto è nato a Genova, ma ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Rocca Grimalda, piccolo paese del basso Piemonte.
Il film narra dunque una realtà che il regista conosce bene: «il grande vuoto che travolge una generazione. L’amore, che viene sovraccaricato di aspettative trasformandosi in valore unico. E ancora l’immaturità di una gioventù che ha paura di invecchiare», ha spiegato Paravidino alla conferenza stampa di venerdì 14 ottobre.

Ecco allora che Davide (interpretato da Carlo Orlando, attore ma anche sceneggiatore del film, insieme a Paravidino e Iris Fusetti), travolto dai problemi finanziari della sua famiglia, risolve nel peggiore dei modi la propria incapacità di intrattenere una relazione con l’altro sesso. Cinzia (Iris Fusetti), che viene da una famiglia contadina, cerca la felicità in un lavoro da cassiera al supermercato e nell’amore giocoso e carezzevole di Gianluca (Riccardo Scamarcio). Lui, però, la tradisce con Maria (Valeria Golino), la quarantenne maestra elementare della cittadina, sposata con Andrea (Valerio Binasco). E poi c’è Enrico – interpretato dallo stesso Paravidino – voce fuori-campo che racconta la vicenda. «Ho scelto di dirigere gli attori e anche me stesso. Sono riuscito a controllare che tutto andasse bene grazie al monitor, strumento che a teatro non c’è e che, durante le riprese di un film, è invece molto utile. Credo che alla fine tutto sia andato per il meglio».

E davvero Paravidino può ritenersi soddisfatto del proprio lavoro, dal momento che il film è stato proiettato per la prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti: «siamo andati al Lido per divertirci e per farci festeggiare. Per noi è stata una bella esperienza».
Al Festival non tutti hanno però apprezzato il lungometraggio: alcuni spettatori sono usciti dalla sala poco dopo l’inizio della proiezione. «Chi se n’è andato ha chiuso la porta alla riflessione su un tema che coinvolge un po’ tutti. Texas è un film ben lontano dai semplici format televisivi», ha affermato , che insieme a Paravidino, Fusetti e Orlando ha partecipato all'affiatato team di amici-collaboratori: «ho sempre fatto tutto con l’aiuto degli amici e Texas è un film collettivo», ha confermato il regista, che con Laura - scenografa cinematografica e teatrale genovese - si "confronta" già da alcuni anni: «tra noi c’è una forte sintonia e la scenografia in questo film è molto importante». Il fondamentale rapporto tra l’uomo e lo spazio rendeva necessario ricreare degli interni stilizzati. E per gli esterni? «Non era possibile ricostruire le case tipiche di una cittadina rurale, è stata quindi necessaria una grande ricerca», ha spiegato Laura, «il lavoro è durato un anno».

Texas è un film che, come afferma Paravidino, «non vuole lanciare messaggi, ma solo narrare le vicende di esseri umani». Sebbene il realismo sia offuscato da qualche stereotipo di troppo, la regia di Paravidino è ottima e la conclusione del film tutt'altro che banale. Non c’è evoluzione e non ci sono decisioni: la vicenda termina come era iniziata. Nulla cambia, si placa la bufera e le cose tornano come prima. L’amore, la violenza, il dolore lasceranno spazio a un’altra settimana e poi ad un sabato, uguale a tutti gli altri.

Nella foto in alto Fausto Paravidino; in basso, da sinistra, la scenografa Laura Benzi, l'attrice e sceneggiatrice Iris Fusetti, Paravidino e l'attore Franco Ravera, che nel film interpreta il papà di Davide.

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