Concerti Magazine Venerdì 14 ottobre 2005

Il jazz tra Sarzana e New York

Magazine - Da qualche tempo a questa parte c’è una grossa novità dalle parti di Palazzo Ducale.
Tutti i mercoledì - dalle 22 – a mentelocale café spazio alla musica jazz. I protagonisti sono Caterina Lazagna alla voce e Roberto Logli al piano. L’esibizione raccoglie appassionati e curiosi che, passando di lì, sono stati attirati dalle note. Il fatto è che loro sono bravi, e l’ porta in luogo tranquillo sì, ma accessibile e aperto, un concerto tutto da ascoltare.

Sarzanese di nascita, Caterina capisce molto presto di avere un feeling particolare con la musica. «In casa avevamo i vinili. Io ho imparato da piccolissima a farli suonare e a riconoscere le canzoni. Mi ricordo bene quello di Ella Fitzgerald».
Da adolescente prende lezioni di canto presso un’accademia di Sarzana: «vivevo nel mio mondo musicale – dice lei – passavo le giornate a tirare giù testi». Finite le superiori si iscrive alla scuola jazz di Perugia.

Poi arriva l’audizione alla Civica Scuola di Musica a Milano. Ormai è nel giro: «provavo a cantare con tutte le band in cui c’era spazio per una cantante. In Italia è una cosa meno facile di quello che sembra». Da lì arrivano i contatti con Romano Mussolini e con l’Orchestra di Enrico Intra.

La domanda sorge, come si dice, spontanea: quando hai capito che volevi campare di musica? «All’inizio il mio rapporto era di pura passione, un’espressione quasi inconscia. Avuti i primi ingaggi, ho iniziato a pensarci e ho capito quanto sia dura».
Alla fine degli anni Novanta vola a New York. All’inizio non è facile: «gli americani hanno bisogno di codici, ti studiano parecchio». E in certi ambienti, tipo il jazz, essere un bianco non è mica tanto un vantaggio. «L’incontro con un pianista di colore, che sarebbe diventato mio amico, ha cambiato le cose. Mi ha portato in famiglia, in chiesa ad Harlem». Dopo aver fatto qualsiasi lavoro per sbarcare il classico lunario, ottiene carta bianca da un locale newyorkese per una sera a settimana.
Nel frattempo partecipa come attrice protagonista a quattro film della New York Film Academy, componendo colonne sonore.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali? «Non ne ho di precisi. Ho studiato tutti i generi, dal jazz alla classica, fino ai cantanti lirici. Faccio prima a dirti quello che non mi piace: la disco, quella musica acida, disumana e parte della commerciale italiana».
Da quando collabori con Roberto Logli? «Dal 2001. È stato buffo, perché molti ci avevano suggerito di lavorare insieme ancora prima che ci conoscessimo. È andata bene e continua ad andare benissimo». Come mai non sei rimasta a New York? «...non è detto che non ci ritorni».
Cosa ti ispira oltre alla musica? «L'arte, quella contemporanea, mi dà molti stimoli». E cita , uno degli artisti più famosi del momento e compagno della cantante Björk, che Caterina riarrangia per le sue esibizioni.

Un legame fortissimo lega la cantante al fratello , che abbiamo intervistato qualche tempo fa: «oggi è in Liberia a controllare le elezioni. Quelle per cui si è candidato il calciatore Weah».

Non resta che dire: mercoledì sera venite a sentirla cantare.

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