Magazine Mercoledì 12 ottobre 2005

Diventare un buddha in 5 settimane

Magazine - Con tre libri in meno di un anno e mezzo ha travolto l’editoria italiana, facendo la fortuna della piccola casa editrice . I libri in questione recano titoli singolari e di immediato effetto, tanto che adocchiarli in libreria è quasi inevitabile: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita, Alla ricerca delle coccole perdute e ora Come diventare un buddha in cinque settimane.
Il loro autore, laureato in Filosofia all’Università di Genova e in Psicologia negli Stati Uniti, è titolare dell'insegnamento di Fondamenti delle Discipline Psicologiche Orientali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, sempre a Genova, dove vive e lavora. E reca un nome altisonante e facile da ricordare: Giulio Cesare Giacobbe.

Venerdì 14 ottobre, presso la FNAC di via Venti Settembre, Giacobbe presenterà il suo ultimo libro in compagnia niente meno che di .
Il volume in questione chiude la succitata trilogia portando sino alle estreme conseguenze il processo di ricerca della serenità psicologica iniziato con Come smettere….
«Nel nostro paese c’è uno stato di nevrosi diffusa, persino endemica, da cui derivano tutti gli stati di sofferenza psichica più diffusi: ansia, depressione, crisi di panico», ci spiega lo stesso Giacobbe. «Io la chiamo “nevrosi infantile”. Viviamo in un paese in cui, secondo i dati ISTAT, mediamente si resta in casa con i genitori sino a 34 anni, contro i 14 della media mondiale. La conseguenza è semplice: si resta inchiodati alla personalità infantile senza sviluppare quella adulta, né tanto meno quella genitoriale».
Mi riassume il concetto con un esempio: il bambino non è in grado di procurarsi il cibo, dunque lo chiede ai genitori; l’adulto è in grado di procurarsi il cibo ma, impegnato com’è a farlo non ne raccoglie abbastanza da condividerlo e lo tiene per sé; il genitore, infine, lo accumula ed è forte a sufficienza da poterlo anche dare al bambino.
Poi c’è l’ultimo stadio, la quarta personalità, quella del buddha. «È la personalità spirituale, quella di chi è aperto a tutti gli esseri viventi senza distinzioni e che permette di entrare in contatto con l’amore universale».

La sfida di Giacobbe è sostanzialmente questa: attingere alla saggezza millenaria della filosofia buddista, spogliarla di tutte le sovrastrutture religiose e culturali assunte con l’andar dei secoli, e restituirla ai contemporanei con un linguaggio comprensibile, semplificato e adatto ai tempi: «Potrei dire di essermi ispirato a Dante e Boccaccio: utilizzare il “volgare”, ovvero la lingua realmente parlata dalle persone, per rendere più facile la comprensione dei miei argomenti. Si tratta di una scelta razionale e meditata».
Non si può dire lo stesso per i toni utilizzati nei suoi libri, non di rado schiettamente umoristici: «La verità è che non riesco a stare serio per più di cinque minuti. E poi un manuale giocoso è più facile da portare a termine di uno noioso e pesante».
Ma il progetto di Giacobbe non finisce con i suoi libri. Sulla base dei suoi studi e delle sue scoperte il professore ha infatti sviluppato un vero e proprio nuovo sistema di terapia: «Io sono soprattutto un teorico. Ho fondato quella che si chiama “terapia evolutiva”, una sorta di “trapianto della personalità adulta” nel soggetto afflitto da malessere psicologico, ed ora la sto promuovendo, insieme con la mia fondazione, tra gli psicoterapeuti».
A quanto sostiene Giacobbe, questo genere di terapia ridurrebbe drasticamente i tempi delle cure psicoterapeutiche: «È sufficiente un solo incontro e l’utilizzo di una cassetta per l’”ipnosi suggestiva”, finalizzata appunto allo sviluppo delle personalità adulta e genitoriale».

Ovviamente chi scrive non vi vuole vendere fumo, si limita a riportare quanto gli è stato raccontato. Un primo approccio ai metodi del professore, per farsi un’idea dei suoi modi e del suo stile, può però essere quello di leggere i suoi libri. Di sicuro sono letture divertenti…

Nella foto la copertina dell'ultimo libro di Giulio Cesare Giacobbe

di Giorgio Viaro

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