Uno sguardo a «Le Monde» - Magazine

Attualità Magazine Martedì 11 ottobre 2005

Uno sguardo a «Le Monde»

Magazine - I commenti sempre più copiosi, oltre che sulle stagioni che non ci sono più, sulla difficoltà di informarsi per eccesso di notizie e di media, mi ha dato un'idea. Praticare un tipo di frequenza trasversale dei media, leggerli insomma, così da avviare una certa crescita nell’approccio critico a tutto quello che passa per news.
Non amo la TV, lo ammetto, e ammetto la grossa lacuna in tal senso, amo però la carta stampata e non credo affatto che morirà. Il web non ha mai avuto come missione quella di uccidere i giornali, tutt’altro.
Via dunque alla nuova rubrica: un tour de force settimanale dentro i giornali, le riviste, i periodici stranieri. Per capire o tentare di comprendere come si guarda il mondo dalle altre parti: quali le voci che circolano, quali le novità che accadono.

Le Monde. Dimanche 9 – lundi 10 Octobre 2005. La vera verità è che su questo numero di Le Monde, in allegato c’è il DVD di Federico Fellini Juliette des esprits. La cosa mi fa sorridere: i francesi che distribuiscono un italiano. Avrei letto lo stesso il giornale, ma sulla prima pagina il riquadro colorato attira l’attenzione (il DVD è in distribuzione solo in Francia).

Altro punto d'attrazione dell'edizione, di gran lunga più intellettuale, è l’articolo tradotto in francese dello studioso inglese , direttore del Centro di Studi Europei all’università di Oxford. Un grand merci à la Turquie un approfondimento sull’ok dell’Unione Europea all’ingresso della Turchia nella Comunità. L’articolo è terribilmente arguto, ironico e fitto delle contraddizioni che l’allargamento mette in atto, in un'Europa ancora profondamente disunita e non ancora del tutto consapevole dei molti effetti che implica diventare un «unione di stati paneuropei».
L’atto di accoglienza della Turchia, sottolinea Garton Ash, è un gesto che diventerà effettivo solo da qui a 10/15 anni, il che complica le cose. Sì, perché chi è già dentro - e si trova ai confini orientali dell’Europa - spingerà con voce sempre più altisonante affinché gli stati vicini (più a est ancora) possano anch’essi godere dell’allargamento. Come la Germania fu la grande sponsor della Polonia, così oggi la Polonia si muove a favore dell’ingresso dell’Ucraina. Il tutto in una strana «alchimia dell’allargamento» che permette di superare ricordi e fatti storici onerosi/obbrobriosi come guerre e pulizie etniche.
Garton Ash non risparmia nessuno e se la prende in particolare con gli euroscettici: «bisogna essere uno degli euroscettici britannici dei più ottusi per credere ancora che una tale Unione, così vasta e così diversa, formerà un’entità sovranazioanle e centralizzata di tipo napoleonico. Riassumiamo: i britannici detestano la Costituzione perché pensano che creerà un’Europa francese, e i francesi detestano l’allargamento perché credono che darà vita ad un’Europa di stampo britannico». Ma è il finale la parte più cinica: «l’unione ha compiuto un passo importante senza esserne realmente cosciente. No, non ha deciso d’integrare la Turchia. Ha deciso quello che lei stessa sarà e quello che non sarà».

Sfogliare Le monde dopo la prima pagina è un viaggio a destra e manca nel mondo: dal premio Nobel per la Pace El Baradei che «reinforza l’autorità dell’AIEA», si passa alle ribellioni nel sud della Tailandia, alla questione spinosa sul valore mediatico degli ostaggi in Colombia, alle elezioni Polacche che inducono a riflesioni sugli atteggiamenti xenofobi, fino alla chiusura del cerchio - aperto nella prima da Garton Ash - nell’articolo «Il presidente lituano considera l’Ucraina più prossima all’Europa della Turchia». E si riparte.
Le incursioni sull’estero continuano in alcune brevi e in un reportage tra il nord del Marocco e la Spagna per raccontare uno dei tanti casi di tentativo di entrare in UE, non a lieto fine.

Entrando in “France Société” si è catapultati, con scioccante rapidità, nel bel mezzo della Francia e dei suoi clamorosi e ottimistici dati sulla raccolta del miele, insieme all’annuncio di «più di 200.000 bottiglie di médoc sparite». Gulp!
Tra le poche pubblicità di queste pagine compare l’invito a leggere Brooklyn Follies di Paul Auster, «eletto miglior romanzo straniero» dai librai francesi e a guardarsi nel nuovo Le mystère du Lapin-garou.

Nella sezione “Horizons”, dedicata alla cultura ad ampio raggio, un lungo articolo si occupa di François Nourissier, scrittore e presidente fino al 2002 dell’Académie Goncourt (a cui è succeduta Edmonde Charles-Roux, la prima donna alla testa dell’istituzione). A fianco, come spesso accade, si tratta di psicanalisi e psicologi in un’eterna querelle che infiamma da sempre gli animi in Francia.
Giunti alla parte dedicata all’economia, si parla di “argent” per annunciare che dal 1 gennaio 2006 i parenti in linea diretta potranno trasmettere a ciascuno dei loro figli fino a 50.000 euro senza imposte, ripetibile ogni 6 anni. Questo argomento è ripreso in più punti con approfondimenti su un popolo di “risparmiatori consumatori”.

In chiusura, la sezione “Cultura” annuncia l’apertura di un centro pluridisciplinare nel 19° arrondissement, il 104, diretto dai registi Robert Cantarella (direttore del centro drammatico nazionale di Digione) e Frédéric Fisbach (direttore dello Studio-Théâtre di Vitry). Il centro, dotato di due sale polivalenti, da 400 e 200 posti, mancava a Parigi.
Secondo i propositi sarà uno spazio «generalista», più che multidisciplinare, dove gli artisti dialogano fra di loro, mettono in mostra e si invitano l’un l’altro in un circolo virtuoso di ospitalità. Cantarella e Fisbach si augurano di essere alla testa di un nuovo movimento artistico.

Dalla Francia, per il momento, è tutto. Saluti.

Potrebbe interessarti anche: , Come abbattere le barriere architettoniche con i montascale per disabili , Mastoplastica additiva: come affrontare al meglio il post operatorio , Msc Crociere per l'ambiente: prima compagnia crocieristica al mondo a impatto zero di Co2 , Addetto Ufficio Merci: il bando per il corso della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica , Veicoli commerciali: tutti i vantaggi del noleggio