Magazine Venerdì 7 ottobre 2005

Due convegni e un cannellone

Autunno, e, come le nespole, fioccano i convegni. Il vostro cronista culturalmondano prediletto (cioè io) è andato a quello dell’ , la più importante rivista letteraria d’Italia (e, come sa il mio grande amico e perenne implicit reader , anche una delle riviste su cui scrivo io). Il tema era La cultura italiana fra autonomia e potere per i vent’anni dell’Indice 1984-2004, i relatori di qualità strabiliante così come il livello, anche quantitativo, dei coffee break e dello standing lunch, in cui si chiacchierava amabilmente con il provocatorissimo economista e umanista e/o con la psicanalista e altro oltre che con la scrittrice di fòlber o ancora con il grande Gian Giacomo Migone, che è identico al procuratore Pier Luigi Vigna, però insegna a Torino e beati i suoi allievi.

Un altro convegno è quello che, da 6 anni, organizza a Imperia l’infaticabile . Ogni anno la Revelli si inventa qualcosa da collegare a Ulisse, questa figura così vicina così lontana, peggio che un film di e per fortuna più interessante.
Quest’anno si parlava di Ulisse e abissi e, stranamente, nessuno ha evocato un verso di salmo fra i più amati dal nostro amico Fransè Biamonti: abyssus abyssum invocat (Sal 41,8). Di tutti gli altri abissi si è invece parlato, da quelli di che , in una cavalcata che manco Ribot o Varenne ha collegato a chiunque, da Eliot a Pinocchio a , passando per Flaubert, senza dimenticarsi di Maria Corti e di un principe come .

È bello sentirsi ignoranti, quando i sapienti sono di questo livello; e ai convegni di Revelli sentirsi ignoranti è facile, se ci sono, come ci sono, personaggi tipo , che da giovane ha fatto anche il regista e ora potrebbe fare benissimo l’attore in qualche film americano tipo di , l’orientalista veneziano Gianroberto Scarcia, dall’eccentriche il vulcanico iberista genoano (grande il suo paper su Julio Cortàzar), il mio amico , l’islamista romano de e, non si sa perché compare ultima di una lista assai lacunosa per motivi di spazio (si sa benissimo, si sa: e voialtri mattacchioni l’avete inteso), , arabista veneziana occhiturchina – così l’avrebbe chiamata , dedicandole una poesia della Bordellesca - che insegna a Genova.

Cosa si fa a un convegno, oltre a prendere appunti? Voi lo sapete: si prende parte ai buffet, ai coffee break, alle colazioni in piedi. A Imperia, resteranno memorabili i , che tutti abbiamo mangiato, eccetto uno. Chi è questo uno, vi domanderete? Ma è il deus ex machina del consesso, l’Orfeo che, al convegno, ha trovato una sua Euridice temporanea, la Miss Ulisse 2005, e di quella si è nutrito, anche se per poco. Chi è? È contenuto in questo reportage e voi l’avete già indovinato di sicuro, gentili amici e non della ventura.
di Giovanni Choukhadarian

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