Amicizie scientifiche in Italia e oltre - Magazine

Cultura Magazine Giovedì 6 ottobre 2005

Amicizie scientifiche in Italia e oltre

Magazine - Ultimamente la scienza è stata al centro di importanti manifestazioni a Venezia, Bologna, Bergamo e tra una ventina di giorni arriverà anche l’appuntamento genovese del Festival della Scienza (dal 27 ottobre all’8 novembre), giunto alla sua terza edizione. Il pubblico sembra gradire davvero e accorre a questi appuntamenti assettato di una conoscenza che forse è inafferrabile, ma che certo a Genova è alla portata di tutti negli oltre 200 incontri previsti. A questo proposito Vittorio Bo, direttore del Festival della Scienza, annuncia con grande anticipo che «i risultati delle prenotazioni ad oggi sono più del doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». Ma da parte degli scienziati tutto questo movimento, tutta questa voglia e necessità di sapere come viene vissuta? È ancora Bo - colto al telefono tra Genova e Torino - ad affermare senza dubbi: «Gli scienziati sono entusiasti fin dalla prima edizione e, anzi, c’è chi tra loro si rammarica di non poter partecipare per altri impegni o perché non invitato. E, più in generale, l’attenzione e gli interessi di chi promuove la scienza sono cresciuti». E così il Festival genovese fa sistema, allarga i confini, sposta - e sposa a livello tematico - le Frontiere, spingendo il concetto stesso di confine sempre più avanti, superandolo e rimandandolo.

«Un tema a ombrello questo delle frontiere, simbolico e suggestivo come i precedenti e il successivo che sarà “scoperta”. E che quest’anno ha creato anche una complicità non annunciata in certe scelte pratiche verso un naturale ampliamento geografico». Come abbiamo già annunciato quest’anno si parla di , proprio perché oltre Genova, vengono coinvolti molti comuni e province in Liguria e, a livello nazionale, parte oggi (giovedì 6 ottobre) l’idea degli science corners nelle stazioni ferroviarie di Torino, Milano e Roma in compagnia di noti scienziati e brillanti ricercatori. «Dovevano essere quattro, ed erano state scelte strategicamente per la loro funzione hub, cioè non solo destinazioni ma snodi cruciali per itinerari di viaggio più articolati. Poi per problemi legati alla sicurezza a Genova non è stato possibile realizzarli», spiega Bo e aggiunge «il progetto viene dalla volontà di rendere la manifestazione nazionale e internazionale, dove Genova è la città ospite che raccoglie e si dirama, non per gigantismo, ma in funzione all’ampiezza delle relazioni. Nello specifico, il concetto nasce dal continuo viaggiare alla ricerca di collaborazioni, progetti e nuove partnership che mi ha fatto pensare all’Hide Park Corner, immagine coniugabile con il desiderio di parlare di scienza in luoghi di grande traffico, cogliendo l’attimo e, magari, anche qualche minuto di attenzione».

“Quando c’è una bella notte stellata, il signor Palomar dice: - Devo andare a guardare le stelle-. Dice proprio: - Devo, - perché odia gli sprechi e pensa che non sia giusto sprecare tutta quella quantità di stelle che gli viene messa a disposizione.” Così scriveva Italo Calvino del suo Palomar e così suggerisce Bo quando ricorda che «la grande offerta di eventi proposta dal Festival è vissuta con entusiasmo, sia da quanti amano costruire i loro percorsi autonomamente, ma anche per coloro, come i bambini e i ragazzi, che vengono indirizzati e aiutati nella scelta della fruizione dalla grande offerta di laboratori, mostre interattive e momenti studiati appositamente per un apprendere divertendosi. Per fare un esempio: la mostra-laboratorio I segreti dei dinosauri (alla Loggia della Mercanzia, in p.zza Banchi, ndr), incentrata sui ritrovamenti in Patagonia, permette di effettuare scavi alla ricerca di reperti fossili. O, ancora, Bio-bubble: una riproduzione in scala 1/450.000.000 di una cellula, dove i bambini possono entrare per ascoltare e vivere un racconto sulla formazione e l'esistenza dei cosidetti “mattoni della vita” ». In questo senso, dal punto di vista del target, Vittorio Bo conferma una crescita verso l’area bambini, nella fascia dai 3 ai 12 anni, che ha prodotto anche una nuova collaborazione con la Direzione Scolastica Regionale, partner con il Festival nell’iniziativa Dalla scuola per la scuola: circa 20 attività dedicate, nelle quali sono direttamente coinvolti studenti e insegnanti e un concorso finale, la cui premiazione è già fissata per il 3 novembre a Palazzo Ducale.

Radicarsi ed espandersi sono le doppie tendenze-guida che hanno portato quest’anno il Festival ad accaparrarsi nuovi “amici” nella cerchia dei più famosi science centres del mondo, ma anche tra i centri di eccellenza europei e italiani. E così saranno a Genova rappresentanze da, per citarne solo alcuni: il Science Festival di Edinburgo, lo Smithsonian Institution di Washington, il Museo di Storia Naturale di Londra, quello di New York, musei scientifici europei e moltissimi centri italiani. E per l’estensione sul territorio ligure è in preparazione una mappa all’interno del catalogo che si andrà a collocare accanto a quella ormai nota – e sempre più necessaria – che individua le molte venues cittadine (per ora circa 60). Una cartina turistico-scientifica verrà poi allegata al quotidiano il Secolo XIX.

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