Magazine Giovedì 6 ottobre 2005

De Ferrari: vent'anni di libri

Una delle case editrici di riferimento a Genova compie vent'anni. La , con circa ottocento prodotti in catalogo, è anche una delle più attive realtà editoriali della Liguria.
Abbiamo fatto una telefonata di auguri al padre di questa impresa: Gianfranco De Ferrari.
Responsabile regionale per una grossa concessionaria di pubblicità, a metà degli anni Ottanta, De Ferrari coglie il suggerimento di un amico: fare una guida ai ristoranti e ai locali liguri: «sul modello delle grandi guide, come la Michelin, decidemmo di fare questo esperimento. All’epoca non c’era nulla di concreto». La cosa andò bene, e il progetto venne portato avanti: «il primo ufficio era un monolocale – dice De Ferrari – poi, piano piano, ci siamo ingranditi». Oggi la sede è in piazza Dante, nel cosiddetto Grattacielo Martini. Nei suoi uffici girano una dozzina di persone.

«Per molti anni ho continuato parallelamente con le due attività di pubblicitario ed editore», continua De Ferrari. Un legame che non si è mai spezzato completamente. Ancora oggi, la casa editrice alterna i romanzi con prodotti su commissione. Tantissime le collane - quasi trenta – che vanno dall’architettura alla poesia, dalla storia alla gastronomia fino ai saggi universitari.
Il primo successo editoriale venne con Nicolò Paganini, il cavaliere filarmonico di Edward Neill, tradotto in seguito anche in francese e in tedesco.

Com’è cambiato il mondo dell’editoria da vent’anni a questa parte? «Devo dire la verità, non tantissimo - risponde l’editore – di libri se ne vendono sempre pochi. È cambiato molto dal punto di vista tecnico. Quando abbiamo iniziato si usavano ancora i cliché. Oggi, con il computer, è un’altra storia».
Quali sono le maggiori differenze che ha trovato tra il settore pubblicitario e quello editoriale? «Nella pubblicità è tutto molto più veloce, c’è un ritorno immediato. I libri, invece, hanno una gestazione lunghissima. È molto più rischioso: pensi che qualsiasi cosa si venda, una volta firmato i contratto è fatta. Al contrario, se una libreria non vende i miei libri me li rimanda indietro».
Altro che un parto, se pensate che per far uscire un libro ci vogliono anche anni…

Tra le ultime uscite c’è un volume sulla storia di una piazza protagonista a Genova – De Ferrari, la piazza dei genovesi, prodotto in collaborazione con la Camera di Commercio – il luogo in cui sono passati gli eventi fondamentali della città e del secolo scorso: dalla resa dei nazisti alla rivolta del 30 giugno 1960, fino alle feste di Genoa e Samp.

E siccome a vent’anni si è appena usciti dall’adolescenza, da grande De Ferrari vuole crescere: «l’andazzo del mercato ci dice che rimanere chiusi nel proprio territorio non porta da nessuna parte. Lavoriamo già con varie realtà italiane, ma pensiamo che questa sia la direzione anche per il futuro».

La domanda di rito è: perché il libro resiste? «Perché quando uno vuol andare a letto a leggere due righe non c’è alternativa che tenga». Mi sembra una buona spiegazione.

Nella foto: una veduta notturna di piazza De Ferrari a Genova
di Daniele Miggino

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