Weekend Magazine Venerdì 7 ottobre 2005

La via dei Castagni al Righi

Magazine - C’è un versante del Righi poco battuto. È la parte che scende verso Bolzaneto, quella rivolta verso l’interno. La linea difensiva dei forti sulla cresta richiama la maggior parte dei visitatori, e anche chi scorazza in bici da queste parte rimane spesso legato ai circuiti abituali, quelli che danno verso la città.

Un gruppo di appassionati, però, ha rimesso in piedi un sentiero che collegava in passato le alture del righi con la piana di Bolzaneto. È un percorso che può essere fatto anche a piedi, ma dà il meglio in mountain bike. Attraversa i pendii del Righi per poi scendere lentamente e infilarsi in un bosco sempre più fitto, che avvolge il sentiero fino a valle.
Il fatto interessante è che si parte direttamente dal centro città, senza bisogno di mezzi: grazie al Circolo Amici della Bicicletta, che ha ottenuto dall’AMT le concessioni, è possibile .
Dal piazzale si prosegue in Via Mura delle Chiappe in direzione del Forte Sperone. Duecento metri dopo la deviazione per arrivare alle porte del Forte vedrete, sulla destra, una cancello nero semiaperto che introduce su un piazzale sterrato. Da qui una pista sulla sinistra, larga ma decisamente faticosa, porta in prossimità del Forte Puin. Sulla pista sterrata, quando lo scenario si apre, si vede, trecento metri avanti sulla sinistra, un sentiero che attraversa il pendio a mezzacosta (vedi foto sopra, a sinistra, sotto l’albero). Da qui si prosegue su uno stretto percorso che condurrà fino a Bolzaneto per un totale di 450 metri di dislivello, all’inizio in campi aperti, per poi inoltrarsi in un fitto castagneto.

Il sentiero è stretto ma tutto pedalabile. Dopo un paio di chilometri si arriva ben oltre il forte Fratello Minore, osservabile da sotto. A destra una strada scende a valle sulle pietre facendo zig zag (il segnavia è un rombo rosso, ed è l’unica strada). È faticosa, ma la pista comincia a movimentarsi. Il pendio pieno di pietre comincia a lasciare il posto ad un rarefatta foresta di querce; anche il percorso diventa meno banale con curve in appoggio e salti.
In breve si arriva su una strada asfaltata (che poi è quella che da Trensasco conduce a Bolzaneto). Basta proseguire solo 10 metri sulla destra per incontrare, a sinistra, un’altra rotabile che diventa presto sterrata e si perde nel bosco. Dopo poco più di un chilometro fatto in velocità si arriva in uno slargo, adesso occupato da un piccolo cantiere. Questo è l’unico punto un po’ critico dove è possibile perdersi: sulla destra cercate un sentierino che si inoltra nel bosco; alcuni segni rossi sugli alberi indicano la via.

Da qui in poi la musica cambia ancora, il percorso si movimenta con discese ripide e salti artificiali che si appoggiano a radici e pietre. È molto divertente ma richiede un po’ di esperienza e di attenzione. Attorno nessuna traccia dell’uomo, solo alberi e un solitario torrente. Nella buona stagioni si incontrano i raccoglitori di funghi e di castagne, qui abbondantissime.
Dopo qualche chilometro di curve tortuose e ripidoni si sbuca nel greto di un torrente in prossimità di un piccolo rudere e poi, salendo un scaletta, si arriva alle spalle di Bolzaneto.
Per tutto il percorso, funivie e ritorno in centro, calcolate circa 3 ore, prendendosela con calma.

Nella foto il sottoscritto che prova il percorso con alcuni amici prima di sottoporlo ai nostri cari lettori

Oggi al cinema

Forza maggiore Di Ruben Östlund Drammatico Francia, Danimarca, Germania, 2014 Una famiglia svedese, Tomas, sua moglie Ebba e i loro due bambini, è in vacanza per una settimana di sci sulle Alpi francesi. Il sole splende, la vista è spettacolare, ma durante un pranzo sulla terrazza dell'albergo una valanga improvvisa... Guarda la scheda del film