Magna che ti passa… l’appetito - Magazine

Attualità Magazine Giovedì 29 settembre 2005

Magna che ti passa… l’appetito

Magazine - A quattro mesi mi sono impossessata della mortadella.
A due anni ho chiesto in un bar la birra.
A quattro anni mangiavo la terra.
A sei anni ho smesso di bere il biberon.
A otto anni ho deciso di assaggiare i croccantini del gatto.
A dieci anni ho mangiato un fungo velenoso e non l’ho trovato affatto male.

Una volta ho pensato di assaggiare una lucertola, ma mi faceva un po’ schifo la coda, che continuava a muoversi.
Ho però assaggiato un fiore. Buono, devo dire. L’ho raccolto in un campo sconosciuto, c’avrò avuto 7 anni e la testa pazza, era rosa e bianco, me lo ricordo bene. E sapeva di fiore.
Ora: io non so come descrivervi il sapore fiore, se non lo provate non potrete mai capirmi. Però è buono. Una parte un po’ acquosa, amarognola, l’altra pollinosa, dooolce, i petali sono ostie che ti si sciolgono in bocca.
A casa mia si mangiavano pure le cozze crude, quando papà veniva a cena da noi. E il polpo e le seppie. Tutta un’altra storia.
Per non parlare di quando mamma preparava gli hamburger, ed io rubavo sempre un po’ di carne cruda (che a differenza della lucertola, sapeva di sangue, ma almeno non si muoveva più).
Ai tempi degli scout ho filtrato l’acqua di stagno e l’ho bevuta. Ottima. E la cucina sui sassi? Avete presente quei film del West dove si cucinano le uova sulle pietre? Beh, uguale (scandire bene le lettere, u g u a l e).

Signori miei, quand’ero giovane io, si poteva mangiare tutto. Anzi no: ci si mangiava di tutto, anche se non faceva così bene, ma nessuno te la menava più di tanto con i polli, le mucche e il botulino. Io quando ero piccola mangiavo di tutto. E non ingrassavo mai. Eh, bei tempi quelli!

Ora sono grande. Devo fare la dieta, devo controllare le calorie, la provenienza e pure la resistenza di un cibo.
Ora non mangio più la terra e neanche le lucertole. Non assaggio le cozze crude e figuriamoci se cucino sulla pietra.
Ora compro solo carne dal mio macellaio di fiducia, bistecche scelte, il mercoledì sera vado anche alla braceria e mi faccio preparare il pollo arrosto. E mangio tutta roba comprata dal supermercato, non vado più al mercato del paese e tanto meno raccolgo qualcosa dal vecchio orto di papà.
Ora faccio attenzione a quel che compro. Di qualità e dietetico. Certo spendo qualcosa in più, e quando esco dal supermercato trovo i palloncini a festa per ringraziarmi della cifra che ho lasciato lì dentro, ma hanno detto che bisogna mangiare solo cose confezionate industrialmente. Sì, hanno detto. Loro. Quelli della pubblicità.
Perché io sì, io mangio tutta roba da pubblicità.

Già.
Roba buona, eh.
Tutta roba da pubblicità.

Tutta la pubblicità delle medicine che mi prendo ad ogni nuova gastrite settimanale.

Manila Benedetto

Potrebbe interessarti anche: , PEC facile per tutte le aziende con un software di progettazione interamente italiana , Come abbattere le barriere architettoniche con i montascale per disabili , Mastoplastica additiva: come affrontare al meglio il post operatorio , Msc Crociere per l'ambiente: prima compagnia crocieristica al mondo a impatto zero di Co2 , Addetto Ufficio Merci: il bando per il corso della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica