Concerti Magazine Martedì 27 settembre 2005

La Fabbrica Musicale del Levante

Magazine - A Sturla, davanti al mare, in quello che, fino a pochi anni fa, era un magazzino della frutta, si macina musica.
Nella vecchia cella frigorifera, rimessa a nuovo con pannelli fono-assorbenti, si picchia come dannati sulla batteria. Nel fu deposito merci, si strimpella sulle sei corde e si solfeggia. Al piano di sopra, dove un tempo venivano aggiornati i registri contabili, è quasi pronta una saletta karaoke per futuri cantanti.
Oltre una porticina grigia, invece, si nasconde il cuore ipertecnologico de La Fabbrica Musicale del Levante, la sala prove, regno del missaggio: moquette d’ordinanza, Fender immacolate, amplificatori, microfoni e tanta multimedialità.
Mi guardo intorno con aria spaesata, guardinga, tra un amplificatore X-Logic, un mixer Yamaha 02 e inquietanti Macintosh di ultima generazione.

Proponendomi una rullata su una batteria, mi ha portato qui un amico, in un pomeriggio di fine estate, entusiasta di farmi conoscere Gianluca, il deus ex machina del progetto: genovese trentaquattrenne, fan di Clapton e Jeff Beck, una lunga esperienza come insegnante privato, poi la decisione di dare vita ad un'attività decisamente più completa (ed impegnativa) sei anni fa.
Serena, sua moglie, accoglie il pubblico all'ingresso: alle pareti, scatti di Chat Baker e dei Beatles. Mi spiega a grandi linee da chi sia composta l’utenza: «per lo più adolescenti. Ma la scuola è aperta a tutti, dai quattro anni in su, con i corsi di canto. È dai cinque anni, però, che i bambini vengono iniziati ad uno strumento specifico».
L'atmosfera è amichevole, familiare, rilassata.

Gianluca si sente molto soddisfatto. La Fabbrica cresce ed arricchisce velocemente le proprie offerte: oltre ai tradizionali corsi amatoriali e professionali di musica (canto, pianoforte/tastiere, violino, tromba, basso, chitarra, batteria) tenuti da insegnanti qualificati, la scuola propone - per gli iscritti ai Master, selezionati attraverso un esame di ammissione - seminari con artisti di fama nazionale.
Quest'anno saranno della partita nomi decisamente interessanti: Cesareo, chitarrista di Elio e le Storie Tese, Alessio Menconi (già collaboratore di Paolo Conte e Billy Cobham) e Massimo Varini, musicista di Nek.
In collaborazione con numerosi locali della città, poi, la scuola offre una serie di saggi annuali, per consentire ai propri iscritti di gustare il brivido della ribalta.

Assisto ad una fase di editing, di manipolazione musicale: «la tecnologia ha soppiantato la fase artigianale di costruzione del suono, ma ha sicuramente apportato dei benefici, soprattutto in termini di tempo e di costi. Io ho imparato facendo esperimenti», mi spiega Gianluca.
Un software come il Pro Tools Le permette di giocare con la musica, trasformando un brano in maniera radicale: la fase di postproduzione è fondamentale, rende corposa un'idea in fieri. La tentazione di incedere nei manierismi è forte, quando si ha tra le mani uno strumento del genere: anche nell'artificiosità, occorre sempre una certa misura.

Il nome della scuola è promettente: l'idea della fabbrica (Toscani insegna) è decisamente evocativa. Chissà che da qui non esca un nuovo, valido esponente della scuola musicale genovese, un novello Tenco, chissà.
Quel che è certo è che io, tra un'esclamazione di stupore e l'altra, la batteria non l'ho neppure sfiorata.

per informazioni:
Fabbrica Musicale del Levante
010 3071693 (dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 19)

nelle foto grandi: tradizione e tecnologia convivono nella sala prove

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