Dieci anni di Milano Film Festival - Magazine

Cinema Magazine Mercoledì 21 settembre 2005

Dieci anni di Milano Film Festival

Magazine - Una grande festa. Una di quelle feste che non si dimenticano perché a goderne non è soltanto il festeggiato, ma un’intera città. Questo è lo spirito che ha animato gli organizzatori del , il concorso cinematografico internazionale che - per il suo decimo anno di vita – ha dato il via a una manifestazione di altissimo livello, portando a Milano le voci e le immagini di tutto il mondo. Dal 16 al 25 settembre alcuni dei luoghi più famosi di Milano - come il Teatro Strehler, il Teatro Studio, il Castello Sforzesco, lo Spazio Oberdan – saranno invasi da giovani registi e dalle loro opere, da rassegne, musica e dibattiti.

«Vogliamo offrire una visione del mondo cinematografico puro, quello slegato da qualsiasi logica di mercato, ma vogliamo fare anche di più, vogliamo diventare distributori di un patrimonio di idee, che altrimenti andrebbero perse o rimarrebbero inutilizzate», afferma uno degli organizzatori, «e lo vogliamo regalare alla città che, in questi dieci anni, ci ha accolto». Il compito è arduo, ma affascinante e i direttori della manifestazione, Beniamino Saibene e Lorenzo Castellini insieme a tutti i ragazzi dello staff, ci hanno creduto davvero, riuscendo a organizzare una manifestazione ricca - sono state quasi 2000 le opere giunte alle selezioni - e ben strutturata, in grado di fondere in maniera armonica videoclip, classici del cinema, filmati di denuncia e concerti, coinvolgendo tutti i cittadini, perfino i bambini.

Dieci ne sono passati di anni, da quando la prima edizione del Film Festival proponeva il primo concorso cinematografico internazionale di cortometraggi, a Milano. Oggi i corti in gara sono 45, provenienti da 26 paesi differenti che parlano – con il linguaggio veloce delle immagini, dei suoni e dei simboli – di paesi, culture, linguaggi narrativi lontani da noi. Il concorso cinematografico per i lungometraggi propone opere importanti, reduci dai successi di festival mondiali (Berlinale, Tribeca), tra cui spicca Mars, la suggestiva fantascienza del presente firmata dalla russa Anna Melikian e The fall of Fujimori, documentario di inchiesta di Ellen Perry dedicato al discusso ex presidente del Perù.

Ma il Milano Film Festival ormai non è più soltanto concorso. È innanzitutto incontro, scambio e un forte invito a non chiudere gli occhi di fronte alla realtà, anche a quella lontana che giunge a noi attraverso lo sguardo di giovani registi e delle loro macchine da presa. In quest’ottica sono nate due importanti sezioni di film di denuncia: Motion&pictures against poverty e Colpe di Stato.
La prima sezione – che promuove la campagna dell’ONU “No excuse 2015” - comprende cortometraggi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo che trattano i temi dello sviluppo, legati agli obiettivi di questa importante campagna. Le vittime della guerra del Sudan, i soldati bambini dell’Uganda, la discriminazione della donna nei paesi islamici sono solo alcuni dei temi rappresentati in queste opere. La seconda sezione – “Colpe di Stato” - prende ispirazione dalla denuncia di uno dei più influenti intellettuali americani, Noam Chomsky e affronta il tema del terrorismo, inteso come attuazione di strategie di terrore in nome della democrazia. Tra tutti i film arrivati al Festival sono state scelte le storie che portano testimonianza di crimini, ingiustizie e massacri condotti in nome della sicurezza, della democrazia e della libertà. Partendo dalle riflessioni dell’intellettuale americano, questo opere ci conducono in un “viaggio del terrore” che tocca la Cecenia, il Venezuela, la Bosnia e l’Iraq con storie di dolore e disperata resistenza.

Non poteva mancare un omaggio al grande cinema del passato. Quest’anno l’attenzione è verso la Francia e la Nouvelle Vague, che riproporrà – 56 anni dopo - la programmazione del Festival du Film Maudit, svoltosi a Biarritz nel 1949, sotto la direzione di Jean Cocteau. Tra i film in programmazione: Ossessione, di Luchino Visconti; Zéro de conduite, di Jean Vigo e They live by night, di Nicholas Ray.

E poi ancora tanto spazio per l’incontro. Per la prima volta è stata organizzata la Borsa Democratica del Cinema: un mercato atipico del cinema indipendente, con espositori da tutto il mondo, workshop e seminari per facilitare l’incontro e creare nuove opportunità di divulgazione e conoscenza delle opere di giovani pieni di talento, per lo più impossibilitati a raggiungere i circuiti di distribuzione “canonici”. E per continuare a rivivere la magia del cinema anche a luci spente, la Casa dei Registi, un ostello temporaneo in grado di ospitare a prezzi vantaggiosi registi e pubblico, diventando luogo di incontro e di aggregazione. Dieci giorni di grande cinema per far brillare le piccole stelle, non sempre visibili e regalarle a una città intera.

Milano Film Festival – 10 edizione: 16-25 settembre 2005
I luoghi del Festival:
Teatro Strehler, Largo Greppi 1
Teatro Studio, Via Rivoli, 6
Fossato del Castello Sforzesco, Ingresso lato Via Lanza
Spazio Oberdan, V.le Vittorio Veneto 2
Casa dei Registi, Assab One, Via Assab 1

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