Magazine Lunedì 19 settembre 2005

Kappavu: dal Friuli al mondo

La serie “le altre case editrici” - indagine nel mondo di chi pubblica libri e non si chiama come i soliti colossi noti, iniziata con uno sguardo su - prosegue con , direttamente dal Friuli Venezia Giulia. La sede è a Udine: terra di confine, città di contrasti e miscela di culture. Non a caso tra i punti fermi della linea editoriale c’è la conservazione delle lingue locali e minoritarie (friulano in primis, ma anche sloveno). Altro cardine dei libri di Kappavu sono i temi storici e sociali: resistenze, immigrazione, lavoro, memoria.

Nata nel 1987, la casa editrice mantiene un forte legame col territorio, ma da circa due anni si sta ingrandendo, forse un po’ controtendenza rispetto alle voci che si sentono solitamente sull’argomento libri. «Rispettiamo tutte le caratteristiche che ci hanno accompagnato fino ad oggi – dice Mauro Daltin, responsabile dell’ufficio stampa – ma da un po' abbiamo una distribuzione nazionale, presentiamo libri anche fuori dalla nostra Regione, partecipiamo a tutte le fiere nazionali dell’editoria indipendente».

Tanti i generi: si va dalla narrativa alla poesia, dalla ricerca storica all’inchiesta, dalla didattica ad una rivista, La Comugne, scritta interamente in friulano.
Mentre il progetto linguistico è decisamente legato all'area friulana, i temi storici sono quelli che animano la discussione nazionale da quando esiste la repubblica: foibe, immigrazione, fascismo, attualità, con Da Gladio a Cosa Nostra e l’inchiesta su Mani Pulite in Friuli Venezia Giulia dal titolo Tangentopoli nell’isola felice. Il libro Operazione foibe. Tra storia e mito di Claudia Cernigoi, ha ricevuto un'ottima da .

È una piccola realtà, che si muove nel campo minato dell’editoria. Come va? Chiedo a Mauro. «È vero che in Italia non si legge molto, ma è vero da almeno trent’anni. Come ci muoviamo noi? Ogni libro viene presentato da un minino di quindici a un massimo di trenta volte, abbiamo una distribuzione capillare, un catalogo completo online». Come scegliete gli autori? «Ci arriva un numero enorme di proposte. C’è un gruppo di lettori, interni ed esterni, e poi una sorta di selezione naturale. Certo, chi manda materiale via mail ha poche chance che venga letto, ci vorrebbero altre cinque persone solo per fare quello».

Sono in quattro a lavorare per Kappavu, la responsabile Alessandra Kersevan - autrice di Un campo di concentramento fascista. Gonars 1942-1943, anch’esso in catalogo – poi c’è una grafica, un ragazzo che si occupa della distribuzione sul territorio e Mauro. Presto aprirà un secondo sito www.kappavu.net , sul quale si troveranno informazioni relative alla seconda attività del gruppo. Kappavu, infatti, organizza incontri, eventi, convegni, presentazioni di libri e collabora con l’Università.

Hai qualche anteprima da darci? «Tre uscite da segnalare - dice Mauro – Volevamo essere Tupamaros di Paolo Patiu, con prefazione di . È una raccolta di racconti calcistici che coincidono con cinque momenti storici fondamentali nella nostra storia. Poi Iacobancilla, biografia imperfetta di una ragazza del ‘500 di Maria Giovannelli: è la vicenda di una serva in una famiglia borghese dell’epoca che si ribella. La storia è vera, uscita dagli archivi durante una ricerca. Infine, un libro dal titolo Tre storie partigiane, di Giacomo Scotti».

Nella foto: un particolare della copertina del libro di poesie "L'inutile necessità" di Maurizio Mattiuzza, edito da Kappavu
di Daniele Miggino

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