Cile: un angolo di Sudamerica - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 19 settembre 2005

Cile: un angolo di Sudamerica

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Mi sono distratto! Mi sono distratto e forse ho fatto distrarre anche voi. Va bene il mal di schiena, va bene qualche riflessione, va bene un po’ d’ironia, ma, cazzo, non posso mica dimenticarmi che mi trovo in Cile per raccontarvi un altro angolo di Sudamerica!
Che poi tanto angolo non si direbbe visto che si snoda sull’oceano Pacifico per quasi 5.000 chilometri, mentre in larghezza raggiunge i 200 solo in alcuni punti, estendendosi dai Tropici fin quasi all’Antartico.

L’imponente cordigliera delle Ande lo separa dalla Bolivia e dall’Argentina per quasi tutta la sua estensione, mentre la zona del deserto di Atacama confina per un breve tratto con il Perù. La configurazione fisica del Paese regala allo stesso una grande varietà di ambienti: l’arido deserto del nord, la valle centrale dal clima mediterraneo, la montuosa regione dei laghi dal clima temperato, gli spettacolari ghiacciai alpini ed i fiordi della Patagonia. Un Paese però non è solo geografia, ma anche - forse soprattutto - storia ed anche quella del Cile non può che risentire della dominazione spagnola.
Prima di essa, cioè prima del XVI secolo, la regione corrispondente all’odierno Cile era abitato da una varietà di popolazioni indigene con costumi e strutture sociali molto differenti tra loro, che sebbene fossero politicamente soggette agli Incas, erano più vecchie di secoli, o forse anche di millenni, rispetto ai signori di Cuzco.

Parliamo degli Aymara, che coltivavano mais e patate ed avevano greggi di lama e di alpaca. Lo stesso stile di vita lo avevano gli Atacameni, che abitavano più a sud, mentre i Chango erano un popolo di pescatori che occupava la zona costiera da Arica nel nord, fin quasi all’odierna La Serena. All’interno di questa regione delimitata dalle acque dei fiumi Copiapò, Huasco ed Elqui, vivevano gli indios Diaguita. Si possono ricordare anche gli Araucani, i Picunche, i Mapuche ed i Cunco, che erano popolazioni molto mobili, ragion per cui gli Incas, ed in seguito gli Spagnoli, ebbero molte difficoltà nel soggiogarli.

Della dominazione spagnola in Sudamerica bisognerebbe parlare molto più a lungo e non è detto che prossimamente non lo faccia, ma per ora mi limito a raccontare i moti d’indipendenza, che iniziarono tra il 1808 ed il 1810 e che contagiarono tutti i popoli del continente. Furono molti i fattori che contribuirono a quegli eventi: la stagnante economia spagnola che non era in grado di fornire manufatti alle colonie americane, la vittoriosa ribellione dei nascenti stati statunitensi contro l’Inghilterra, il rovesciamento della monarchia francese e la conseguente invasione dalla Spagna da parte di Napoleone. Probabilmente, però, il fattore più determinante fu il sorgere della classe dei criollos, creoli, formata da spagnoli nati in America Latina che si distinsero da subito dagli iberici. Lo svilupparsi di una ben definibile identità americana accrebbe il desiderio di autonomia, che col tempo divenne desiderio d’indipendenza.

Il Cile la raggiunse nel 1818 ed il capo supremo della nuova repubblica fu Bernardo O’Higgins, che dominò la politica cilena per cinque anni decretando riforme sociali, religiose e scolastiche.

continua...

Andrea Comparini aka Josef

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