Weekend Magazine Venerdì 16 settembre 2005

Verde Valbrevenna

© F. Tomasinelli

Magazine - Ecco uno di quei posti che sembrano dimenticati dal tempo. In linea d’aria siamo abbastanza vicini a Genova, ma è solo un’illusione perchè le strade sono tortuose: bisogna andare verso il paesino di Casella, dove il torrente Brevenna confluisce nello Scrivia dopo un lungo percorso che comincia dalle sorgenti sul Monte Antola. Lungo la sua discesa il corso d'acqua attraversa la Valbrevenna, il cui principale centro è Molino Vecchio, localizzato all’imbocco di una valle che è diventata l’emblema della vita rurale in Liguria.
Nel corso dei secoli questa località non conobbe una grande notorietà, ma i piccoli borghi che occupavano il territorio furono comunque feudi degli Spinola e dei Fieschi che vi edificarono diversi castelli. Nacquero così comunità agricolo-pastorali di una certa entità, dedite all’allevamento, alla raccolta e alle coltivazioni, adagiate su versanti collinari pazientemente terrazzati. Gli abbondanti mulini, alcuni dei quali visibili ancor oggi, producevano farina di castagne, fave e piselli. Poi la fuga nelle città ha svuotato i paesini che caratterizzavano la valle. Sembra però che La Valbrevenna stia riprendendo notorietà come località di vacanze e seconde case. In effetti il paesaggio, per nulla intaccato, offre scenari di valore, con morbidi pendii ammantati di boschi dai quali affiorano, a tratti, una fattoria o un antico abitato.

I paesini sono tutti raggiungibili dal fondo valle, con brevi e ripide strade che conducono nei centri, dove, tra l'altro, si trovano anche piccole trattorie (L' Allegra Compagnia, Località Nenno, tel. 010-9690959 e Trattoria Primavori Antonella, Molino Vecchio, tel. 010 9390024, tanto per citarne qualcuna…). Ognuno di questi borghi ha qualcosa da raccontare, come Mareta, con la sua Cappelletta affrescata del Settecento o anche il seicentesco Santuario della Madonna dell’Acqua, localizzato sulla strada comunale, oltre Molino Vecchio.
In fondo alla valle sorge invece Senarega, uno dei comuni più isolati della Liguria. Si tratta di un minuscolo borgo medievale al quale si accede percorrendo un pittoresco ponte in pietra ad una sola arcata. Qui si trova un’antica chiesa porticata dedicata alla Madonna delle Grazie, poi modificata a più riprese a partire dal settecento. Si racconta che l’impianto originario fosse stato costruito da un cavaliere in memoria di una grazia ricevuta dalla Madonna, che riuscì a sottrarlo all’attacco di un orso nei boschi circostanti. Oggi in queste valli gli orsi mancano da secoli, ma in compenso c’è la casa castello dei Fieschi, una massiccia costruzione che domina il paesino e, poco più in alto, la Chiesa barocca dell'Assunta. Tutto attorno, tra le foreste e la montagna, gli escursionisti troveranno diversi percorsi ben segnalati. Per i più curiosi c'è anche il piccolissimo Museo Storico della Valle Scrivia, che ripercorre in poche stanze i momenti della vita contadina.

Per arrivare potete prendere la Serravalle (GE-MI) e uscire a Busalla per poi girare verso Casella, Avosso e infine Valbrevenna (occhio che l'indicazione, addossata ai muri delle case, non è facile da vedere). Un'alternativa consiste nel giungere dalla Val Bisagno, prendendo per Creto, Montaggio, Avosso e poi proseguire come sopra.

Nella foto un castagneto ormai abbandonato, come quelli della valle. Nella foto in basso lo sperduto paesino di Senarega.

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