Concerti Magazine Martedì 13 settembre 2005

Barbarossa, il ragazzo con la chitarra

Magazine - Un pubblico caloroso ed entusiasta ha accolto Luca Barbarossa, in concerto alla Festa dell’Unità ieri sera, 12 settembre. A quanto pare, quattro anni di assenza dalle scene genovesi non l’hanno allontanato dai cuori dei suoi fans, che hanno potuto trascorrere una piacevole serata in sua compagnia cantando senza sosta i successi che l’hanno reso celebre in ormai quasi 25 anni di carriera.

Accompagnato dal fedele amico chitarrista Mario Amici e da un affiatato gruppo di musicisti, il cantautore romano ha intrattenuto il pubblico per quasi due ore, con una scaletta ricca, tra il rock ed il folk. Iniziando da Musica e parole, (tratta dall’omonimo album del ’99), proseguendo con Ali di Cartone, Fortuna, Sciogli l’amore (versione italiana di un brano di James Taylor), La canzone del sole (in omaggio a Lucio Battisti), Mai perfetto, L’angelo custode, Le cose da salvare, La leva calcistica del ’68 (omaggio a Francesco De Gregori), Luca ha ripercorso le tappe più significative della sua storia.

Il pubblico si è acceso alle prime note dei suoi “classici”: Via Margutta, Roma spogliata (la sua prima canzone), Al di là del muro, L’amore rubato (struggente denuncia alle violenze sessuali che gli fece aggiudicare il terzo posto a Sanremo nell’88), per arrivare al Medley («Visto che tutti cantanti fanno il medley, ho detto "Facciamo il medley!"»), un bel momento per mescolare il vecchio col nuovo: Quartiere, Il ragazzo con la chitarra, Viaggio di ritorno e Roberto («Con questa vinsi "Un disco per l’estate" su RAI1… C’era ancora la RAI!»).
Il concerto è un flusso ininterrotto di bella musica, battute spiritose e frecciatine gli attuali politici: «All’estero siamo famosi per la pizza, il mandolino e la mafia… E noi restiamo sempre gli stessi, la pizza la mangiamo ancora, la mafia l’abbiamo addirittura legalizzata!». Luca ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei cantautori italiani più rappresentativi della nostra cultura, della sensibilità italiana. Capace di unire musica ed impegno sociale e politico senza strumentalizzare il suo pubblico, non ama rendere i suoi concerti “comizi”, come troppo spesso accade. Basta la sua musica a parlare, in un gioco di complicità con i fan, appartenenti alle più diverse generazioni.

È stato un «enorme abbraccio» (anche lui lo sottolinea) quello che i fan genovesi gli hanno regalato ieri sera quando, tutti in piedi sotto il palco, hanno cantato insieme a lui le ultime canzoni in scaletta, Come dentro un film, Yuppies e Vivere. Ma Luca non si è risparmiato, dopo i saluti è tornato sul palco da solo per intonare la sua celebre Portami a ballare, seguita da Tutto quello che so e Cellai solo te: «Una canzone romantica, con un titolo romantico!».
E a fine concerto, Luca si è simpaticamente reso disponibile per firmare autografi e scattare foto, per la gioia di chi ha atteso il suo ritorno per quattro lunghi anni.

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