Weekend Magazine Giovedì 25 agosto 2005

Il regno degli animali

© F. Tomasinelli

Magazine - Può sembrare, a seconda della stagione, un piccolo, irregolare laghetto o un grande prato, e invece è una delle zone umide più pregiate di tutto il Ponente, localizzata in un bacino naturale a poco più di mille metri di quota nel cuore del , alle spalle di Cogoleto. Il terreno morbido e impregnato d’acqua favorisce la crescita di una vegetazione abbondante che in primavera colora la piana di un bel verde acceso (vedi foto sopra). D’estate, la presenza dell’acqua e l'altezza consentono a questo ambiente di mantenere la sua vitalità, prima che l’autunno dipinga i faggi del bosco circostante di bruno e di giallo.

È un paesaggio che, qui in Liguria, terra avara di zone umide, è già di per sé raro ed evocativo e che viene arricchito da piante e animali particolari che ospita, come bene illustrato dalla segnaletica del parco, da poco rimessa a nuovo.
Dove l’acqua è più pulita e profonda, alla fine della piana, vivono i tritoni alpini, piccoli anfibi simili a salamandre, con la parte inferiore di un bell’arancione acceso. Attorno una ragnatela di canaletti a corso lento attraversa tutta l’area, punteggiata, nella buona stagione, dal giallo dei botton d’oro. Nei punti dove l’acqua è più bassa, l’erba con la sue radici forma curiosi "cuscini" dove vivono le rane temporarie, altra specie d’alta quota. Qui attorno, con un po’ di fortuna è anche possibile vedere le piante carnivore, (Drosera rotundifolia), che catturano piccoli insetti con minuscoli pedicelli appiccicosi. Nelle giornate più tranquille, infine, è facile vedere volteggiare sopra la torbiera le poiane a caccia, o intravedere i movimenti furtivi dei caprioli nel bosco circostante.

Spesso però non è facile avvistare tutti gli animali ai quali ho accennato. Per avere qualche garanzia in più è meglio contattare, magari con qualche amico, una guida dell’Ente Parco e farsi accompagnare direttamente. In un pomeriggio di tranquille passeggiate avrete modo di vedere (e imparare) molto di più, per un costo davvero irrisorio (Tel. 019/84187300 - Fax 019/84187305 - ). Ricordatevi di portarvi scarpe in grado di tenere un po’ l’acqua. Anche se non è necessario andare a mollo del tutto è bene essere preparati.

Se poi avete voglia di camminare un po’, ecco un bel percorso che parte dal vicino Rifugio di Pra Riondo (o Pratorotondo). Da qui, a breve distanza dalla cima del Monte Beigua, si prende un sentiero, ampio e agevole che, in meno di un’ora, conduce alla torbiera attraverso un magnifico bosco di faggi: in autunno dà il meglio di sé.
Una volta tornati al rifugio consiglio di sperimentare la ristorazione (010/9133578 – si può anche dormire sul posto): le frittelle con i salumi e i dolci della casa sono la specialità del locale e meritano un assaggio.

Arrivare a Pra Riondo è facile, ma da Genova ci vorrà circa un’ora. La via più breve: raggiungete Varazze e salite in direzione Alpicella. Subito dopo la cittadina si prosegue verso il Monte Beigua e, superata la vetta con i ripetitori, si arriva a Pra Riondo Da qui vedrete le indicazioni per il Laione a piedi (segnavia con tre pallini gialli disposti a triangolo) oppure in automobile.

Nella foto sopra la torbiera del Laione all'inizio della primavera. Nella foto in basso uno dei faggi del parco.