Un Taggiasco a Sydney (30) - Magazine

Attualità Magazine Sabato 20 agosto 2005

Un Taggiasco a Sydney (30)

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Questa settimana due notizie bomba (ih, ih, ih... )! Sul numero odierno di MX, il foglio quotidiano in edizione serale del Daily Telegraph, concepito ad esclusivo uso e consumo di noi pendolari ferroviari e distribuito gratuitamente nelle sei stazioni urbane, in prima pagina Matt Sun ci informa che alcuni giorni fa uno dei responsabili per la sicurezza del parlamento federale di Canberra ha firmato una delibera con la quale si proibisce agli addetti alla sicurezza di rivolgersi a chi frequenta il locale “transatlantico” usando l’aggettivo sostantivato mate. Un pò di storia: il 23 marzo 1999 fu reso pubblico un “Preambolo Costituzionale”, firmato dall’allora (ed attuale) capo del governo John Howard, reso necessario da una presunta inderogabile modifica alla costituzione. Modifica che però, a tutt’oggi, non è ancora stata apportata. Nel suddetto documento, tra le altre cose, si citava come supposto valore irrinunciabile del popolo australiano la mateship. Mate è un aggettivo inglese che il Ragazzini traduce con "camerata". Ora, aldilà delle scontate reminescenze che tale termine può provocare nel lettore italiano, nell’accezione australiana esso riporta ai primordi della nazione, ai tempi bui della colonia penale quando il cameratismo tra condannati era un fattore indispensabile alla sopravvivenza. Camerata è un modo colloquiale di rivolgersi praticamente a chiunque, ovunque, in qualunque situazione, fatta eccezione per quelle dove un certo formalismo si presume sia scontato. E questo, va da sé, è il caso della sede del parlamento e di coloro che la frequentano, parlamentari o visitatori che siano. Da questa considerazione è stata giustificata la delibera menzionata.

Ma il legame con un certo passato è forte, praticamente indissolubile e va al di là di ogni formalità. Già ieri la segretaria del dipartimento servizi parlamentari, signora Penfold, aveva ridimensionato la faccenda, valutando la delibera alla stregua di un semplice invito fatto al personale per evitare che si perda di vista il formalismo consono al luogo dove lavorano. Oggi poi, lo stesso Howard è sceso in campo annullando la delibera stessa. Quando il giornalista ha chiesto ad uno dei vigilantes in servizio nei saloni del parlamento se era vero che la probizione era stata revocata, questi ha risposto semplicemente: “Yes, mate!”.


Chi si ricorda di Simon Main? Lo chiedo in questa sede perchè il nostro, nel 2000, fu pizzicato proprio dalla polizia italiana (si trattò un’operazione congiunta Olanda/Italia/USA) con la bellezza di 80 chili di ecstasy che da Amsterdam, via Roma, tentava di far entrare negli Stati Uniti. Quattro anni a spese del contribuente italiano e poi, l’anno scorso, Main fu rilasciato in anticipo per buona condotta e rispedito a casa, in quel di Sydney, per l’appunto.
Una volta qui, fu ospitato da Joe Elcham, ristoratore cool a King Cross, il quartiere “pruriginoso” di Sydney ed ex-socio in affari con Rene Rivkin, finanziere dai pochi scrupoli che i conflitti di interesse se li è portati nella tomba, lo scorso maggio. Un profilo molto basso quello di Main in questi ultimi dodici mesi, ben lungi dagli antichi fasti di quando era stato production manager di Liza Minelli oppure attore per alcune produzioni australiane di successo.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio, recita però un’antico detto ed ecco il nostro produttore/attore/spacciatore internazionale riapparire dopo un anno più in forma che mai sulla scena cittadina. Lo so che vi state rosicchiando le unghie dalla curiosità di sapere come si è riciclato questa volta il nostro eroe e sotto quale veste è riapparso. Vi offro un indizio: diciamo che il quartiere dove ha dimorato da quando è ritornato dall’Italia ha influenzato decisamente le sue nuove scelte professionali. Niente? E va bene, ve lo dico io! Sull’omonimo sito web Privé è descritto come la più nuova ed intelligente (?) risposta all’eterna, storica richiesta di “piacere personalizzato, soddisfazione ed avventura”. Sulle pagine gialle è reclamizzata alla voce “Agenzie accompagnatrici occasionali” e per localizzarla viene fornito un’indirizzo di Elizabeth Bay, una delle zone più chic della città. I prezzi del listino pubblicato sul web la dicono lunga sul tipo di clientela che si cerca di attrarre: si va da un minimo di circa 300 euro per un’ora di compagnia. Insomma il nostro ex-produttore, ex-attore, ex-spacciatore ha preso il brevetto di “magnaccia”!

Danilo Sidari

Nella foto John Howard

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