Weekend Magazine Lunedì 8 agosto 2005

Palombaro per un giorno

© F. Tomasinelli
Avete presente quelle antiche illustrazioni che raffigurano l’esplorazione dei mari all’inizio del secolo? Relitto di sfondo, qualche pesce decorativo, l’immancabile piovra e un uomo che cammina faticosamente sul fondo con un ingombrante elmo in testa, connesso con un tubo alla superficie. Si tratta del palombaro, l’antenato del nostro sommozzatore, uno specialista che esplorava il fondo del mare con 80 kg di attrezzatura addosso e coraggio da vendere.
Adesso sott’acqua si va con le bombole ad aria compressa e l’erogatore, non più con questa primitiva attrezzatura. Se il ricordo e la documentazione di quanto è stato fatto esiste ancora è anche merito di un’associazione, l’Antica Storia del Mare (Presso DRAFINSUB, Ponte Parodi, Genova Porto Antico, tel 010.261354), che con il contributo dei suoi soci ha raccolto tantissimo materiale in omaggio a quei momenti e lo espone, fino al 31 agosto, al . Ma questo gruppo di subacquei professionisti, nato nel 1985 per celebrare le origini dell’esplorazione dei mari, fa anche di più, e consente ai visitatori di provare in prima persona l’esperienza dell’immersione storica.

Prima di tuffarsi, però, è meglio dare uno sguardo alla parte espositiva, che occupa un intero corridoio e si ritaglia uno spazio in un'altra sala. I protagonisti sono ovviamente i palombari, una realtà che in pochi oggi ricordano. Sicuramente è per questo che gli oggetti esposti, risalenti agli anni ’30, vantano un indubbio fascino: c’è la tuta in gomma, spessa e ingombrante, un sottotuta e un completo di lana grezza per proteggersi dal freddo. Sopra si indossa l’immancabile elmo con gli oblò, connesso con i tubi alla stazione di pompaggio dell’aria. Era un sistema che oggi sembra artigianale e pericoloso, ma funzionava bene e rivoluzionò, già a partire dai primi del ‘900, la conoscenza che l’uomo aveva dei fondali marini.
Ad aumentare la suggestione della mostra contribuiscono anche le preziose stampe della collezione di Enrico Porfirione che ritraggono i palombari nelle diverse situazioni. Un posto di primo piano spetta all’incontro con la piovra, che fa parte dell’iconografia più classica della subacquea. Completano l´esposizione alcuni reperti ed oggetti messi a disposizione dalla Fondazione Artiglio Europa che ricordano l´epopea della più famosa nave da recuperi del mondo, l´Artiglio di Genova.

Ma veniamo alla parte operativa: chi avesse voglia di provare gratuitamente l’immersione storica può contattare il Museo del Mare allo 010 2345655 per una prova in vasca. I giorni dedicati a questa attività sono il venerdì, il sabato e la domenica, dall’8 al 31 agosto, ma è necessario almeno brevetto subacqueo base (open water) e la prenotazione telefonica con una settimana di anticipo.
Racconta Renato Silvestri, uno dei soci de L’Antica Storia del Mare: «Si indossa l’ingombrante tuta, corredata di scarponi da otto chili ciascuna, e i pesi da sistemare sul torace. Sigilla tutto il pesante elmo, epilogo dei venti minuti di vestizione. Poi si scende in una grande vasca allestita al museo con poco più di due metri d’acqua». C’è già stata una prima giornata di prove a fine luglio che ha catalizzato l’attenzione dei visitatori. «Erano tutti a vedere - mi conferma Andrea Moretti, subacqueo professionista della Drafinsub che dà una mano in acqua - chi non è in possesso del brevetto può comunque provare a vestirsi e respirare all’asciutto». In ogni caso bastano cinque minuti a scorrazzare sul fondo per capire quale coraggio e che preparazione fisica fossero richiesti dai pionieri della subacquea.
Alla fine a chi ha effettuato la prova, va il meritato attestato di immersione con scafandro elastico, effettuata con antiche attrezzature.

Nell'immagine l'attrezzatura completa da palombaro esposta al Galata.

Oggi al cinema

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