Il sacro di Diabasis Ballet - Magazine

Teatro Magazine Mercoledì 27 luglio 2005

Il sacro di Diabasis Ballet

Magazine - Un dialogo con il sacro.
Un viaggio emotivo e fisico dentro il sacro.
Un sacro umanizzato è Tra Terra e Cielo, la nuova coreografia del gruppo di danza Diabasis Ballet, che ha debuttato in prima nazionale, martedì 26 luglio, all’interno dell’VIII Festival “In una notte d’estate”, in piazza San Matteo. Forti di una scenografia naturalmente confacente alla tematica mistica - il sagrato della chiesa - e supportati da lunghe vesti d’accesa porpora cardinalizia, i sei elementi (5 ragazze e 1 ragazzo) hanno ballato, mimato e fatto volare il sacro attraverso i loro corpi e sei austere seggiole di legno. Un progetto originale nato dalle suggestioni vissute di fronte alla mostra , tenutasi a Palazzo Franzoni Giustiniani all’inizio del 2004. Una ricerca che li ha portati a studiare simboli, gestualità e rappresentazioni di tutto ciò che ruota intorno ai diversi tipi di esperienze spirituali che si possono attuare a livello terreno: quella totalizzante di chi prende i voti, quella più terrena che sposa il fondamentale principio cristiano dell’amore e della carità verso il prossimo, quella intima che interpreta il credo a proprio modo.

Maria Grazia Sulpizi, coreografa e interprete della compagnia, ma anche presidente di Danzarte, l’associazione che ha prodotto lo spettacolo, mi racconta i passi che l’hanno portata a costituire la compagnia. «Sono tornata a Genova nel 2000, dopo anni di carriera come ballerina in giro per l’Europa e negli ultimi tempi assistente di Larrio Ekson, ai corsi di danza contemporanea (presso L'ecole Nationale Superieure De Danse a Marsiglia diretta da Roland Petit)». A Genova, Maria Grazia ha cominciato ad insegnare al e lì è cresciuta in lei la voglia di costituire un gruppo. «È stato il destino, credo. Sono arrivate persone che cercavano un modo diverso di lavorare: prima Patrizia, poi Cosetta, Chiara, Valentina e per ultimo Stefano... ». In che modo è diverso il vostro danzare? «Nelle persone che si sono accostate a me ho letto la voglia di un linguaggio nuovo per la danza, che non si esaurisse nel preparare una bella coreografia, ma si spingesse verso percorsi di ricerca emotiva, in cui ognuno potesse lavorare sulla propria sensibilità».

Al suo attivo il gruppo ha tre produzioni (l’ultimo spettacolo incluso) che hanno costituito ottimi momenti di crescita tecnica e stilistica: nel 2003 Viaggio fra... S menti; nel 2004 Quadri in movimento, tratto dai 4 quartetti di T.S. Eliot e portato premi alla Diabasis, nel 2003 il secondo posto al concorso internazionale di Rieti Danza e Vignale InDanza, oltre a quelli vinti dalla costola junior della Diabasis, costituita da un gruppo di giovani tra i 15 e i 20 anni che frequentano il corso di avviamento professionale.

Dove andrete in tournée? Qui la voce di Maria Grazia si fa più cupa. È il suo prossimo obiettivo: la distribuzione degli spettacoli in una scena, quella italiana per la danza, molto difficile «e complicata da una certa tendenza dei coreografi a confezionare spettacoli che non tengono conto del pubblico». Comunque, due date per l’estate, occasione per seguire il gruppo, ci sono: il 29 agosto, sono alla Festa dell’Unità per una serata a scopo benefico e il 16 settembre sono ospiti, con un estratto dell’ultimo spettacolo, all’inaugurazione della nuova Facoltà di Economia. A proposito di progetti futuri e università, Maria Grazia aggiunge che in autunno inizieranno a collaborare con la Facoltà di Architettura, proponendo il lavoro fatto intorno alle tre coreografie già prodotte e propone percorsi su colori, spazio e sulla simbologia.

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