Un Taggiasco a Sydney (26) - Magazine

Attualità Magazine Sabato 23 luglio 2005

Un Taggiasco a Sydney (26)

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Giorni fa George Ashton ha affittato un minibus da 12 posti con autista e con un gruppo scelto di amici è andato in gita: un paesotto in collina, nella Hunter Valley, la zona dei vigneti non lontano da Sydney. Un posto tranquillo ed appartato, insomma, per festeggiare senza troppi “strombazzamenti” una particolare occasione.
Avrebbe potuto prenotare un tavolo all’RSL locale (la catena di club dei reduci di guerra, un tempo esclusivo, ora naturalmente aperto a tutti), ed invitare a cena il gruppo dei conoscenti più intimi, ma il resto della clientela abituale l’avrebbe subito riconosciuto e giustamente posto al centro dell’attenzione. George però non è il tipo di persona che ama stare sotto i riflettori: a ottant’anni e con una vita alle spalle passata nella sala macchina delle navi su cui era imbarcato e nelle stalle dei cavalli che allevava, egli ha fatto sua e conserva gelosamente una certa repulsione per le carnevalate. E poi, considerando il motivo della celebrazione e le conseguenze che ne potrebbero derivare, concordiamo con lui che non era proprio il caso: nell’ultima estrazione di una delle numerose e ricche lotterie nazionali, il Powerball, Ashton ha vinto 6.106.000 dollari.

Raggiunto da Chad Watson, cronista del Sun Herald, nella roulotte dove vive da vent’anni, il nostro nonnino si è lasciato andare a qualche confidenza: «nel corso della mia vita queste mani hanno contato parecchie banconote ma, credetemi - ha enfatizzato abbracciando con un gesto l’interno della roulotte – ai soldi non ho mai dato molta importanza! Certo, sei milioni di dollari sono sempre sei milioni di dollari!».
Dopo il servizio militare, durante la seconda guerra mondiale, speso su di un sottomarino, Ashton diede seguito a quella prima esperienza imbarcandosi su un mercantile come motorista. Fu l’inizio di una lunga carriera come marinaio che lo portò a compiere il periplo del globo parecchie volte in circa vent’anni di navigazione. Stanco di navigare e considerando che aveva nel frattempo messo su famiglia, decise di sbarcare definitivamente e con il gruzzoletto racimolato avviò un allevamento di cavalli da adibire alle gare di galoppo.
Lo sport equestre, con tutte le sue implicazioni, si rivelò croce e delizia per Ashton, a cui sembrò naturale, essendo egli un allevatore, iniziare a scommettere sui piazzamenti dei suoi cavalli.

«Oggi non scommetterei più su un cavallo neanche se sapessi di azzeccare il pronostico», precisa Ashton.
«Ho vinto parecchio – ricorda – specialmente scommettendo su Mount Royal, il migliore della scuderia, che vinse ben tredici gare nella sua carriera. Ma alla fine i conti sono risultati pari e anzi... ». Cosa successe esattamente non è dato a sapere, ma sta di fatto che George, nella terza ed ultima parte della sua vita professionale, si ritrovò a lavorare come fabbro. Quando infine andò in pensione e dopo che rimase vedovo, una volta fatti i conti e sottratte le spese, potè concedersi solo una roulotte come abitazione. Acquistò quindi la casetta semovente e la collocò in un’area apposita allestita dal municipio di uno dei tanti sobborghi occidentali di Sydney.

«Scommetto da anni qualche spicciolo nelle lotterie nazionali e ieri la fortuna mi ha sorriso», ha commentato con moderata soddisfazione nella voce. La domanda successiva di Watson era scontata: il cronista ha chiesto all’ottantenne baciato dalla sorte come vuole usare il malloppo vinto.
«Intanto - ha risposto Ashton – ho invitato i miei più cari amici per questa scampagnata. Nel prossimo futuro, dopo che mi sarò completamente ristabilito dalle conseguenze di una caduta accidentale (i polsi ed un gomito fratturati), venderò la roulotte. Ho nostalgia del mare e vorrei passare gli ultimi anni navigando e vivendo su una bella barca. Ora, con i soldi del Powerball, posso comprarne una abbastanza grande da viverci comodo almeno quanto nella roulotte. E poi – e qui Ashton si è lasciato andare in un caldo sorriso – desidero regalare un’automobile ad una persona a cui sono legato da un’amicizia speciale».
Hai capito il vecchio marinaio? L’innata privacy degli anglosassoni, il tipo di persona in sé e, osiamo spettegolare noi, qualche motivo legato a problemi di eredità, hanno trattenuto George dal rivelare l’identità di questa amicizia speciale. Ma in fondo ai nostri pensieri, inguaribilmente romantici, si è presto materializzata l’immagine di una signora attempata, i capelli bianchi, le rughe in viso a testimoniare il passare del tempo, intenta ad aiutare George a tracciare la rotta di questi loro ultimi anni di navigazione.

Danilo Sidari

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