Concerti Magazine Giovedì 8 febbraio 2001

Ultime marachelle del reverendo Manson

Magazine - Il “reverendo” Manson è passato di qua: un concerto a Milano e uno a Roma. Le orde di fans hanno potuto celebrare il proprio idolo.
Come da copione, c’è anche scappata la storiella per la stampa: Pare che Manson, durante l’esibizione romana, abbia tratto a sé una ammiratrice, che gli si offriva dalla folla urlante, per mimare un amplesso a tempo di musica. L’ammiratrice -minorenne- deve essersi impressionata sul più bello, così ha tentato di divincolarsi dal tetro abbraccio del suo beniamino, forse rinsavita – viene da pensare – dal poco spirituale lezzo di sudore che Marilyn avrà promanato sul finire del pirotecnico show.
Coerente al suo buon nome di anticristo il “reverendo” ma forse anche “deodorando” Manson non si è lasciato intimidire: ha afferrato per i capelli l’ingrata pulzella, immobilizzandola, ed ha figurativamente abusato di lei sin che ha voluto.
Detta così sembra grossa, ma nella realtà si è trattato di un breve momento nel concerto, ed è passato quasi inosservato. Si narra che la malcapitata ammiratrice abbia sporto denunzia alle autorità competenti, le quali, trattandosi di rockstar con passaporto americano, speriamo vorranno dimenticare la faccenda nel minor tempo possibile.
Ci si chiede da più parti se Manson è cattivo come sembra. De Gregori, che avrebbe condiviso lo studio di registrazione con lui, si lascia scappare che in fondo è uno tranquillo (diciamo “un bravo anti-cristo”…) Bella scoperta. Se fosse cattivo come lui stesso si dipinge dovrebbe mangiare bambini a colazione! Orsù! Il mondo dello spettacolo è pur sempre fiction.
In anteprima assoluta mondiale, io ho un aneddoto su Manson, un aneddoto originale.
Mi trovavo (qui sono un po’ autocelebrativo, ma devo spiegare) a Buenos Aires, per ragioni che vi risparmio, aventi a che fare con la musica. La ragazza con cui stavo lavorando aveva organizzato il tour di Manson il mese prima. Ho chiesto.
Mi ha detto che era preoccupatissima. Non lo aveva mai visto e non sapeva cosa aspettarsi da uno così. Fattasi coraggio, si è presentata all’aeroporto a riceverlo. Lui è sceso con quell’aria lugubre. Lei gli ha teso la mano
–piacere mi chiamo Elizabeth-
il reverendo le ha ricambiato la stretta e ha risposto
–aaaaaaaaaaaaahhhhhggggggghhhhhhhhh-
E questa giusto la presentazione, per rompere il ghiaccio.
Elizabeth ha continuato a lavorare in apprensione; poi una sera dopo il concerto è andata in camera sua per dargli il programma del giorno dopo. Dovete sapere che negli alberghi del sudamerica i fans ti arrivano fino in camera. Non so come facciano, credo conoscano o paghino i camerieri. Fatto sta che Manson aveva quattro sconosciuti intorno: due ragazzi e due ragazze, tutti ugualmente sfatti da chissà quale sostanza. Il bello è che due stavano sotto le coperte, gli altri due erano nell’armadio. E Manson era seduto sul ciglio del letto, vestito, e guardava la tv.
Che personaggio enigmatico.
Insomma alla fine, prima di ripartire, ha ringraziato Elizabeth per il buon lavoro. Si è tolto la lente a contatto bianca e guardandola con due occhi dello stesso colore ha detto
–grazie. Sai non sono poi così cattivo come dicono.-

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