Concerti Magazine Venerdì 22 luglio 2005

Arriva James 'Sex Machine' Brown

Mi trema la tastiera al pensiero del personaggio che si va a presentare.
Se fosse un incontro di boxe al Madison Square Garden lo speaker direbbe più o meno così:
Ladies & Gentlemen, ecco a voi The Godfather of Soul, The Hardest Working Man in Show Business, Mr. Dinamite, Soul Brother Number One. Signore e signori, Jaaaaaaaaames Brooooooooooown. Il boato della folla è assicurato.

continua a portare grandi nomi in città, tradizione iniziata l’anno scorso con Elton John, Peter Gabriel e B.B. King, tra gli altri.
Martedì 26 luglio 2005, presso la piazza del Mare alla Fiera di Genova, ore 21.00, si esibisce il padrino indiscusso del funk. I prezzi variano

Per farvi capire che non sto qui solo a fare sviolinate, una serie di numeri stanno dalla parte di James.
Le classifiche dicono che è secondo solo a Elvis, con 116 brani in classifica, di cui 96 nella top 100. Meglio di Aretha Franklin. Dal 1986 è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame.
Il 2005 è in qualche modo un compleanno particolare: Mr Dinamite fece il cosiddetto botto nel 1965, con Papa’s Got a Brand New Bag. Quarant’anni tondi tondi di celebrità, che arrivano a circa cinquanta di attività, dato che iniziò a cantare con i Gospel Starlighters a metà degli anni ’50.

Come in ogni buona storia americana (ma non solo), James è nato povero, poverissimo, è cresciuto in un bordello di Augusta - Georgia. Da giovane aveva il vizio delle rapine, finché non ha sfondato nella musica e si è potuto dare a tempo pieno alla bella vita e agli eccessi.
Come era prevedibile, vista la sua presenza scenica, ha frequentato anche il cinema. Io l’ho conosciuto come predicatore nel mitico The Blues Brothers, e poi nella parte di se stesso in Rocky IV, in cui cantava uno degli ultimi suoi grandi successi, Living in America. Vestito come un Babbo Natale yankee, con tanto di cappello a cilindro, James era adattissimo a rappresentare quel carnevale a stelle e strisce.
Poi Apollo Creed si prendeva una papagna da Ivan Drago che non svegliava più, e Balboa s’incazzava assai.

La vita vera vede arrivare a Genova una Sex Machine ormai settantaduenne, eppure sempre sulla cresta dell’onda. Come quella che ha in testa: l’intramontabile ciuffo, sempre più lucido e cotonato, i suoi vestiti di paillettes (un altro punto di contatto con l’alter ego bianco, Elvis Presley), rimangono conficcati indelebilmente nell’immaginario collettivo.

Nelle orecchie di tutti, invece, rimangono alcuni brani destinati all’immortalità. Uno per tutti, I got you (I feel good), ma anche It’s a Man’s Man’s Man’s World, Say It Loud, I’m Black and I’m Proud e ovviamente Sex Machine.

I biglietti si trovano su

Nella foto: James Brown

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