La storia del balletto in Dvd - Magazine

Cinema Magazine Lunedì 11 luglio 2005

La storia del balletto in Dvd

Magazine - “Cinquant’anni di vita e di balletto. Di ricordi si può morire… ”. Titolava così il libro di Mario Porcile a cura di Monica Corbellini, edito da De Ferrari ed uscito nel 1999. “Una raccolta di aneddoti e personaggi (…) anni vissuti con personalità di un’arte divina, la danza, dove la bellezza dell’essere umano si unisce alla musica, alla fantasia, alla pittura, e dove il mio “io” e la mia immaginazione palpitavano intensamente”.

Erano queste parole di Porcile ad introdurre la raccolta di foto e di immagini di una Nervi che accoglieva artisti come Nureiev, Margot Fonteyn, una Fracci giovanissima, i tuffi e le pause al mare dei danzatori e la loro grazia nell’incedere anche fuori dalla scena. Ed è proprio con questo spirito di nobile erranza che venerdi 8 luglio alla Fondazione cassa di risparmio di Genova e Imperia, è stato presentato il documentario I 50 anni del Festival internazionale del Balletto, edito da De Ferrari e Vega. Una raccolta di filmati, interviste e momenti di balletti che dal 1955 ad oggi Porcile ha portato in Italia ed esportato nel mondo, scoprendo talenti, osando con coraggio e con passione.

Presenti in sala le autrici di questa opera, le giornaliste Elvira Bonfanti, Monica Corbellini e Simona Griggio, “le mie tre disgrazie - le ha chiamate affettuosamente Porcile – che sono venute a casa mia a cercare materiale e che hanno fatto tanta confusione”. Il Dvd del documentario, con la regia di Claudio Maccagno, che sarà pronto a fine estate per essere distribuito gratuitamente nelle scuole e nelle biblioteche, è stato promosso da , Fondazione Teatro Carlo Felice, dall’associazione CRO.ME, di Milano, Cronaca e memoria dello spettacolo e dal Ministero per i Beni Culturali, ed è stato fortemente voluto dalla città di Genova che riconosce in Mario Porcile ciò che forse si teme venga a mancare nell’arte, uno scopritore di talenti, colui che faceva studiare gratuitamente nella propria scuola danzatori che intuiva potessero diventare dei grandi artisti, Paolo Bortoluzzi tra questi.

Per questo il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Michele Marsonet, presente in sala, ci ha anticipato che nei prossimi mesi Porcile riceverà la laurea “ad honorem” in Scienze dello Spettacolo, lui che si laureò in Giurisprudenza per seguire il desiderio della famiglia, ma che tra i tomi di legge aveva le foto dei ballerini, lui che - come ha evidenziato Paolo Arcà, Direttore artistico del Carlo Felice, “non è stato solo un intenditore di balletti, ma ha concepito sempre il teatro coreutico in maniera totale e totalizzante e ha saputo instaurare rapporti speciali con gli artisti”.
Poi è stato il momento di Porcile di prendere la parola: “ sono onorato di ricevere questa laurea. Il Festival è stata tutta la mia vita anche se ora, data l’età, è una vita più borghese; ho amato tutti gli artisti con cui ho lavorato capendo le loro fragilità. E ho ancora tanti progetti, forse scriverò un secondo libro sulla manifestazione, chissà…”. Mentre parlava i suoi occhi si sono bagnati e la voce ha tremato un attimo. Che emozione, che forza in quest’uomo – ho pensato – che ha ancora tanto da trasmettere e che grande valore didattico può avere un’ opera come questo documentario, che ci ricorda l’eleganza con cui allora si creava e ci fa capire come l’osare pionieristico dovrebbe sempre essere l’anima delle sfide artistiche.

Marina Giardina

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