Attualità Magazine Venerdì 8 luglio 2005

Sgrena: la pace contro il terrorismo

Magazine - La pace è nel cuore antico del mondo, e il terrorismo non si combatte con la guerra. Questi i concetti condivisi da chi oggi, venerdì 8 luglio, è stato premiato a Genova dall’Archivio Disarmo. All’Hotel Bristol di via XX Settembre si sono infatti riuniti i giornalisti che maggiormente si sono distinti quest’anno nella difesa della pace tra i popoli: Giuliana Sgrena, giornalista del Manifesto vittima della violenza dei terroristi iracheni, Riccardo Bonacina, rappresentante di Vita, settimanale - unico in Europa - dedicato esclusivamente al volontariato, il cileno Juan Somavia, direttore generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro dell’ONU, per il suo impegno nella diffusione del concetto di “lavoro dignitoso” e per la lotta condotta contro la povertà e lo sfruttamento. A presiedere la giuria è stata Rita Levi Montalcini: «il Premio è un’eccellente iniziativa: ci vuole la solidarietà per arrivare al disarmo e quindi alla pace», ha affermato la scienziata.


Organizzato da Coop Liguria e giunto alla sua ventunesima edizione, Colombe per la pace ha premiato inoltre Florence Aubenas, la giornalista di Libération che come la Sgrena è stata sequestrata in Iraq e il suo interprete Hussein Hanoun al-Saadi, l’attore e autore e Tina Anselmi: per lei una sorta di “premio alla carriera”. Nonostante la loro assenza, i quattro sono stati applauditi calorosamente.
«Dopo la tragedia che ieri ha colpito Londra», ha spiegato Fabrizio Battistelli, segretario generale di Archivio Disarmo, «ora è fondamentale mantenere il dialogo fra tutti gli attori in gioco». E i fatti di Londra hanno portato Giuliana Sgrena ad un’interessante riflessione: «ho provato grande orrore alla notizia di quanto è accaduto», ha detto ai colleghi, «non dimentichiamo che questo terrorismo agisce ogni giorno in Iraq. Alla base delle violenze c’è un disegno politico ben preciso: la religione viene solo strumentalizzata a fini politici. È necessario comprendere che la guerra alimenta il terrorismo anziché sconfiggerlo», ha concluso la Sgrena. Igor Man, che alle 16.30 ha intervistato la Montalcini e Somavia nell'atrio di Palazzo Ducale, è stato per anni corrispondente di guerra: «il terrorismo è l’arma del nemico», ha affermato, «l’Europa non è riuscita ad impedire quest’ultima, devastante guerra: fino a che non si risolverà il problema palestinese ci saranno solo dolore e sofferenza». E quest’ultima affermazione strappa l’applauso in sala: «alcuni terroristi si fanno saltare in aria perché mossi dalla disperazione, altri invece strumentalizzano la situazione».

È stata ancora Giuliana Sgrena ad affermare che «in tanti anni di giornalismo ho sempre voluto dar voce a chi non aveva modo di esprimere la propria opinione: si trattava di forze pronte a proporre soluzioni alternative ai conflitti. Oggi, in Iraq, questo è un lavoro impensabile: non si può più fare informazione e per questo sono molto delusa: l’informazione è incompatibile con gli obiettivi di questa guerra e i giornalisti sono divenuti un’arma».
Ma anche per le Organizzazioni Non Governative e le Associazioni non è facile offrire il proprio aiuto: «ci sono molte difficoltà: dalle ristrettezze legali alla frammentazione delle Associazioni, che non permette di stabilire quali siano i veri problemi», ha spiegato Riccardo Bagnato, giornalista di Vita. Nonostante i problemi, si sente nell’aria una rinnovata volontà di essere ottimisti, come sottolinea Battistelli, che chiama in ballo Somavia: «la speranza è che l’ONU rientri in possesso del proprio ruolo in Iraq».

Nella foto in alto: Giuliana Sgrena; in basso, da sinistra, Rita Levi Montalcini, Igor Man e Juan Somavia.

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