Weekend Magazine Mercoledì 22 giugno 2005

Le Rocche del Reopasso

L’Appennino Ligure non tocca grandi altezze, ma si distingue per la struttura irregolare: valli profonde e tortuose che si incrociano, nascondendo ambienti tra loro diversi. Una di questi luoghi è l’Alta Valle Scrivia, adesso tutelata dal .

Nella valle una delle attrazioni naturalistiche più d’effetto, che emerge tra i boschi alle spalle di Crocefieschi, è una curiosa formazione rocciosa il cui nome sembra preso dal Signore degli Anelli. Si tratta delle Rocche del Reopasso, tormentata cresta di conglomerati (la stessa roccia del Promontorio di Portofino) che separa la Valle Scrivia dalla Val Vobbia.
Arrivare alla base è assai semplice ma “domarne la cima” presuppone un certo impegno. Infatti, nel tratto più alto sono richieste funi e moschettoni per assicurarsi alla via ferrata. Chiunque, tuttavia, può godersi la gita senza arrivare necessariamente sulla vetta, a 957 metri, la cosiddetta Carrega du Diau (seggiola del diavolo, che nome, eh?). La zona infatti è bene esposta al sole e regolarmente ventilata e sfugge al caldo che caratterizza altri rilievi dell’entroterra. Le pareti a picco e l’isolamento hanno inoltre favorito la nidificazione di preziose specie di uccelli, come il falco pellegrino, che non è difficile veder volteggiare tra le rocche.

Si può arrivare in vetta in diversi modi. La via più semplice prevede comunque di partire da Crocefieschi, presso la piazza della chiesa, per poi seguire verso la Cappella della Madonna della Guardia (segnavia quadrato giallo vuoto). Dopo venti minuti si potrà intravedere l’ardito profilo della Biurca, la prima formazione rocciosa. Si prosegue quindi a sinistra sul sentierino che taglia in costa in direzione delle rocche.
In mezz’oretta si arriva alla base del monte: a sinistra si scende verso il paesino di Camarza, a destra si procede invece verso la cima della Biurca, con un’ascesa di un centinaio di metri, spesso esposta (attenzione!). Per la Carrega du Diau, la vetta del complesso, come già detto, è molto meglio avere l’attrezzatura da scalata, che consente di muoversi in sicurezza sulla via ferrata. Anche più in basso, in ogni caso, il colpo d’occhio è strepitoso nelle giornate limpide.

Per raggiungere Crocefieschi si esce a Busalla sulla A7, la Genova-Milano e poi si seguono le indicazioni. A Crocefieschi un pannello con cartina riassume tutte le vie di avvicinamento alle rocche.


Nella foto sopra: visione invernale delle rocche del Reopasso alla base della struttura.
In basso: la Chiesetta della Madonna della Guardia, in posizione panoramica sopra Crocefieschi

Oggi al cinema

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